Se fossi onnipotente

Se fossi onnipotente

aprirei nel sovrano cielo

un foro e poi al polo

dei due sulla Terra uno

o l’altro fa lo stesso

e li dilaterei via via

fuori ne verrebbe un disco

ed un cilindro sconfinato

no mi sbaglio un cono

sempre più allargato

quindi con uno scatto

d’indice incoccato a pollice

la tonda superficie

nel varco la scaglierei

agli esseri esiliati

lascerei tutto il potere

di far di quella landa piatta

di quel celeste spicchio

specchi delle loro anime

credo non dormirei la notte

chiedendomi se richiudere

per sempre quello spacco

oppure una feritoia

aperta da qualche parte

lasciare per un ritorno

d’astronave pentita umana

essendo un impotente

posso sprofondarmi in sonno

privo di fondo e denso

e da lì architettare mondi

cui non serva una redenzione

Se fossi onnipotente
aprirei nel sovrano cielo
un foro e poi al polo
dei due sulla Terra uno
o l’altro fa lo stesso
e li dilaterei via via
fuori ne verrebbe un disco
ed un cilindro sconfinato
no mi sbaglio un
cono
sempre più allargato
quindi con uno scatto
d’indice incoccato a
pollice
la tonda superficie
nel varco la scaglierei
agli esseri
esiliati
lascierei tutto il potere
di far di quella landa piatta
di
celeste spicchio
specchi delle loro anime
credo non dormirei la notte
chiedendomi se richiudere
per sempre quello spacco
oppure una feritoia
aperta da qualche parte
lasciare per un ritorno
d’astronave pentita
umana
essendo un impotente
posso sprofondarmi in sonno
privo di fondo e
denso
e da lì architettare mondi
cui non serva una redenzione
Da Sclarandis 06/03/10 14.58

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Marco Sclarandis on marzo 6th 2010 in Uno sgardo su...

Presentazione di Visiting Architecture – 3 Marzo 2010, libreria Edison

a cura di Carlo Pozzi – introduzione di Jurij Kobe e Ruben Otero

Sala editori- Pescara 2009

presentazione della pubblicazione presso la libreria Edison Bookstore di Pescara via Carducci 102-104

MERCOLEDI’ 3 MARZO ore 18.30

coordina

Alessandro Luigini

presidente Commissione Cultura Ordine degli Architetti della Provincia di Pescara

Interventi

Gaspare Masciarelli

presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Pescara

Giustino Vallese

presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Teramo

Carlo Pozzi

docente presso la Facoltà di Architettura di Pescara

Marco Volpe

architetto libero professionista Montesilvano PE

testimonianze degli studenti che hanno preso parte al progetto

seguirà aperitivo

i progetti selezionati per il visiting seguiti dal C.A.P. (clicca sui progetti per visualizzare gli articoli)

Marco Volpe                AUDITORIUM – Montesilvano PE

Giovanni Vaccarini        CASA CAPECE VENANZI – Giulianova TE

Lucio Rosato                CASA CHE GUARDA IL MARE – Ortona CH

Luigi Coccia                 PALAZZINE MONTE SIRENTE – Pescara

Leo Medori                   CASA SULLA COLLINA LITORANEA – Giulianova TE

Ettore De Lellis             MUSEO DELLA CIVITELLA – Chieti

Domenico Potenza       CASA PER DUE FRATELLI – Teramo

Carlo Pozzi                   AMPLIAMENTO FATTORIA LA VALENTINA – Spoltore PE

a cura di AAA Agenzia per l’Architettura d’Abruzzo

in collaborazione con libreria Edison Bookstore, Sala editori e gli studenti della Facoltà di Architettura di Pescara

Uno scempio al giorno #8

Chiesa di San Giuseppe a Loreto Aprutino (Pe)


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Altra vittima abruzzese degli anni Sessanta è stata la chiesa Barocca di San Giuseppe, bombardata parzialmente durante la seconda guerra mondiale, demolita venti anni dopo per tutelare la pubblica incolumità, il risultato è una parete di un vuoto adibito a parcheggio del centro storico di Loreto Aprutino.

Quella che rimane è una delle fiancate interne della chiesa, decorazioni e paraste sono coperte nella parte bassa da spazi verniciati per le campagne elettorali;  il frammento sul lato destro ci lascia intendere una pianta rettangolare ad angoli smussati, coperta da una volta a botte in canne e suddivisa longitudinalmente in cinque settori suddivisi da paraste, i quali tre centrali di ogni campata consistenti in tre nicchie poco profonde.

Una cittadina sempre più di “proprietà anglosassone” (lati positivi e lati negativi di questa evoluzione si annullano tra loro) considerata una piccola capitale dell’enogastronomia e in particolare dell’olio, che pur possedendo un centro storico così apprezzato ha innato il germe cinquantennale dell’alienazione. Anche qui ci sono i sottotetti, le pavimentazioni strambe e gli spazi del vuoto.

per approfondimenti:

M. EVANGELISTA, Un piccolo tesoro nel cuore del borgo antico. Chiesa di San Giuseppe a Loreto Aprutino (Pe), in “CulturAbruzzo”, n. 7, a. II, ottobre-dicembre 2006, p. 57

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FR:D on febbraio 17th 2010 in Edifici storici, Uno scempio al giorno

Babele Bolognano

bolognano

Un cantiere infinito quello della pavimentazione di via Del Popolo a Bolognano, uno dei centri più belli della provincia di Pescara, famoso per i suoi vini e per la storia che lega il borgo all’artista Joseph Beuys.

Cosa lo rende discusso oggi il borgo? Una pavimentazione che contiene tutte le pavimentazioni possibili e immaginabili senza aver subito degli sbalzi pandimensionali. Sanpietrini, acciottolato, porfido a cubetti disposti a coda di pavone, marmi e (dulcis in fundo) la rosa dei venti al centro.

Io ci avrei messo anche un mosaico raffigurante un calice di vino, un disegno astratto in ceramica lucida Pescararivierastyle e un tocco rustico di meteorite nero caduto dal cielo.

Ringrazio Carmela e Fabio per le foto.

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FR:D on febbraio 16th 2010 in Uno scempio al giorno

Fonti energetiche rinnovabili: Potenzialità di impiego e opportunità d’investimento

Si terrà venerdì 19 febbraio presso la sala convegni della Cassa Edile di Pescara in via Prati il terzo appuntamento previsto nell’ambito di SInERGie, ciclo di seminari sull’innovazione in edilizia, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili organizzato dal gruppo dei Giovani Imprenditori edili in collaborazione con l’ANCE Pescara.

Dati recenti relativi sul potenziale di valorizzazione delle fonti rinnovabili, evidenziano come fra i grandi Paesi europei l‘Italia risulta ancora il Paese con la massima percentuale di rinnovabili grazie all’idroelettrico. La produzione di energia elettrica, invece, delle “nuove fonti rinnovabili”, è ancora trascurabile, nonostante il contributo potrebbe essere rilevante.

Inoltre, quando si parla di rinnovabili, spesso si trascura il contributo che le energie rinnovabili potrebbero offrire alla produzione di energia termica, mentre, in Italia al 2005, escludendo il settore dei trasporti, più del 40% dei consumi di energia primaria è utilizzato per soddisfare bisogni termici.

Nell’ambito dei seminari, il tema delle rinnovabili verrà sviluppato in tre incontri e, grazie ai contributi di relatori delle più autorevoli associazioni del settore, saranno analizzate le potenzialità delle fonti rinnovabili, sia per la produzione di energia elettrica sia per quella termica, considerando i vincoli di tipo economico-legislativo e di accettazione sociale di ciascuna fonte. In questo convegno si parlerà, in particolare, di eolico, biomasse legnose, cogenerazione e geotermia.

PROGRAMMA

8.45 – Registrazione dei partecipanti

9.15 – Saluti

arch. Giuseppe Girolimetti (presidente ANCE Pescara)

dr. Nazario Pagano (presidente Consiglio Regionale)

ing. Maurizio Vicaretti (presidente Ordine Ingegneri della Provincia di Pescara)

Presentazione del seminario

ing. Guido Carletti (presidente GIE)

9.30 – I sistemi di scambio termico a bassa entalpia: le potenzialità della geotermia come fonte di energia rinnovabile e          sostenibile

ing. Franco Cipriani (Università “La Sapienza” Roma)

10.15 – La produzione di energia da biomasse: tecnologie ed esperienze

dr. Giorgio Schenone (ITABIA – Italian Biomass Association)

11.00 – Coffe break

11.30 – Tecnologie per l’energia eolica e realizzazioni tra reale impatto ambientale e vantaggi economici

dr. Simone Togni (ANEV – Associazione Nazionale Energia del vento)

12.15 – La cogenerazione e la trigenerazione per l’edilizia, il terziario e l’industria

ing. Pasquale Ionta (OROS progetti)

13.00 – Chiusura lavori

Coordinamento scientifico: arch. Carmela Palmieri (C.A.Sa.)

scarica la locandina: fronteretro

L’Aquila 6 Febbraio 2010 – prendiamoci cura del patrimonio urbano

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FR:D on febbraio 2nd 2010 in Terremoto Abruzzo

Roma 8 febbraio 2010 – presentazione del volume “L’Aquila. Non si uccide così anche una città?”


Roma, lunedì 8 febbraio 2010 alle ore 17.00, presso la Sala Conferenze Bologna, Via S. Chiara 4, si presenterà l’indagine del Comitatus Aquilanus sugli errori nella ricostruzione dell’Aquila, curata da Georg Josef Frisch e alla quale hanno collaborato Vezio De Lucia e Roberto De Marco.

Ne discutono gli autori, Piero Bevilacqua, docente di storia contemporanea, Marisa Dalai, presidente dell’associazione Bianchi Bandinelli, Vittorio Emiliani, scrittore e giornalista, Mario Gasbarri, senatore, Antonio Perrotti, architetto-urbanista, Walter Tocci, deputato.
A cento anni dal terremoto di Reggio Calabria e Messina, il 6 aprile 2009 un evento distruttivo colpisce un capoluogo di regione.
Sul destino dell’Aquila, il Governo, già nelle prime ore dal disastro, prende una decisione che crea molte perplessità: non vi sarà il ricovero in abitazioni temporanee per i 50mila rimasti senza un tetto. La soluzione scelta è quella del passaggio dalla tenda alla casa. È il Progetto C.A.S.E. del Governo Berlusconi: abitazioni per 17 mila cittadini de L’Aquila in venti new town realizzate attorno al capoluogo, fatte di edifici semiprefabbricati, “durevoli”, ecosostenibili, sismicamente isolati.
Una ricostruzione assai difficile, che riguarda una città capoluogo di regione, che dovrebbe partire dal ripristino delle sue funzioni istituzionali e amministrative e dal recupero del centro storico, prezioso e vitale, conservandone le relazioni sociali e culturali; viene affrontato, invece, con incredibile semplificazione: un terzo della città costruita ex novo altrove.
Non si usa la capacità organizzativa e la tecnologia per dare una sistemazione comoda e dignitosa, in attesa di una vera ricostruzione, ma si da luogo a una corsa contro il tempo, contro l’inverno, per risolvere “durevolmente” il problema di un terzo dei cittadini del capoluogo. Intanto si accantona la pianificazione territoriale e si sconvolgono in via definitiva i complessi equilibri di una comunità, condannando la città alla regressione.
Georg Josef Frisch, architetto e urbanista, ha messo in fila tutti i dati che su questa vicenda è stato possibile acquisire e, insieme al Comitatus Aquilanus, dimostra come la soluzione adottata si rivela, a nove mesi di distanza, inefficace e straordinariamente onerosa. Ma soprattutto rende definitivamente impossibile la riproposizione dei caratteri propri della città di L’Aquila.

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FR:D on febbraio 1st 2010 in Eventi & incontri, Terremoto Abruzzo

Delirious Interamnia


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Questa è una storia Teramana lunga decenni, che oggi vede demolita parte di un edificio storico che insisteva sui resti dell’antico teatro romano nel nucleo urbano della città. La demolizione in questione riguarda Palazzo Adamoli, prendo il blog di Siriano Cordoni come fonte cronologica di un processo di riuso dell’antico teatro, forse sulla scia dell’intervento di De Lellis alla Civitella di Chieti. In molti di questi articoli e di queste vicende decennali i dibattiti sono numerosi ma troppo spesso sembra venire meno un chiaro programma progettuale di riferimento, è impossibile, in secondo luogo, sviscerare una linearità limpida di intenzioni dai vari interventi che ci sono stati durante la vicenda.

L’Associazione “Teramo Nostra” è impegnata dagli anni ottanta all’idea di rivalorizzare e ridare funzione di attrattore culturale dell’antico teatro, visione rimasta per anni nello stato embrionale fino a quando, come vediamo nella cronologia di Cordoni, nel 1998 i proprietari del palazzo fanno richiesta agli enti preposti il rilascio della concessione edilizia per “restauro e risanamento conservativo A” dopo aver visto negata dal Comune la richiesta di modifica del tetto per la mancata autorizzazione della Soprintendenza. Vi rimando al link per studiare i vari passaggi, vincoli, vendite, diritto di prelazione ribadito dai vari Soprintendenti..che subito dopo rinunciano a questo. Viene successivamente richiesto dalla Regione! Il 25 luglio 2003 il diritto di prelazione della Regione decade misteriosamente per cui la società proprietaria cede l’immobile alla “Immobiliare Undici” di Milano, l’anno successivo (Aprile 2004) la Soprintendenza impone il vincolo di tutela indiretta, annullato un DM del 1998 è possibile da qui in avanti demolire gli edifici insistenti sull’orchestra, non si possono apportare modifiche a queste preesistenze in nessuno degli spazi esterni ed  interni. Siamo verso la fine del 2004, viene fuori la necessità di acquisizione formale da parte della Regione Abruzzo dell’immobile attraverso fondi CIPE. Nel dicembre 2005 viene approvato il progetto di valorizzazione del teatro che prevede lo smontaggio del fabbricato (qui possiamo vedere alcune foto di Cordoni delle volte che molto probabilmente non ci sono più) e sul cartello vediamo che l’inizio della data dei lavori risale al 7 luglio 2006. Nel Novembre 2007 il Soprintendente ai Beni Archeologici Andreassi dichiara al Comune di Teramo che nel cantiere di abbattimento, di pertinenza della Sopr. BAP di L’Aquila, non risultano rinvenimenti archeologici sotto lo stesso palazzo e che sono necessarie opere di consolidamento e protezione dei resti del teatro romano.

Nel blog Pensieri Teramani Walter Mazzitti pubblica una serie di interventi tra Teramo Nostra, Gianni Chiodi (era sindaco di Teramo),Betti Mura (l’allora Assessore alla Cultura della Regione Abruzzo) e molti altri, tutti favorevoli al progetto.  Anna Maria Reggiani, direttore regionale MiBAC, approfondisce il discorso del problematico conflitto tra archeologia e città, una necessità di fruizione del sito archeologico e di condivisione trasversale dei progetti che è secondo lei raggiungibile solo dopo il superamento della posizione legata al feticcio e alla sacralità di qualsiasi fase storica, una condivisione carente che preoccupava Chiodi, dove ribadiva che da un lato l’accoglimento della scelta di riuso, ma dall’altro faceva notare la totale assenza di dibattito nella città, stessa nota condivisibile la fece Betti Mura sull’essenzialità di un eventuale discorso preliminare che non c’è e nomina i casi di Sagunto e Brescia, dove le “buone intenzioni” non avevano basi solide nell’accettazione della cittadinanza e hanno subito un percorso di ripensamento, causa di ciò un contesto culturale di base simile a quello teramano dove conservazione e innovazione non possono trovare un compromesso se non nel demandare a quelli che verranno la risoluzione di un iter complesso, ma stando attenti a ricevere il prima possibile i fondi necessari alla demolizione di Palazzo Adamoli. Assai preoccupante il render di copertina del sito che mostra la ricostruzione com’era dov’era del teatro di Teramo con vezzo post-manierista di finto crollo e velario sospeso, forse incollato con paint.

In tutto questo, cercando di essere umile (ahimè) osservatore, non capisco come si possa valorizzare uno spazio  archeologico così fragile. Mi viene automatico un confronto con il teatro romano di Chieti (no l’anfiteatro/Civitella) che possiede ancora una sua unità materica, nonostante  l’importante liberazione dalle superfetazioni una persona di qualsiasi formazione, e con un pò di impegno, riuscirebbe a percepire un teatro, anche con il  suo palazzo ottocentesco occupante, come a Teramo, lo spazio dell’orchestra. A Chieti una buona soluzione è stata data con la Civitella e sarebbe ancor più una forzatura applicare una funzione ai resti del teatro romano, se non quella di renderla almeno visibile con dei percorsi “leggeri” (terme e teatro romano a Chieti sono fortificate).  Ma Teramo qualora necessitasse del riuso di tale opera, come potrebbe vederne reintegrata la volumetria di una struttura quantitativamente povera di materia? Alla Civitella di Chieti la “nuova” cavea aggiunta copre meno di un quarto della conformazione ellittica e si può permettere di ospitare concerti di artisti del rango di Patti Smith e Franco Battiato. Qui potremmo bandire concorsi di idee, chiamare superarchistar, affidarlo a dei laboratori di studio..ma come verrà integrata questa archeologia con il progetto? Al diavolo le coperture di vetro, al bando le concezioni “ortodosso-conservative” come dice Elisabetta Mura, ma come si ricostruisce una cattedrale gotica da un rimasuglio di contrafforte?

Nicola Facciolini afferma su Teramonews.com che lo smontaggio di Palazzo Adamoli è avvenuto a mano mattone per mattone, ma il risultato sembra meravigliare l’autore;  sul pezzo demolito è stato costruito uno sperone utile al consolidamento dell’adiacente casa Savoni che lo stesso invoca il Ministro Bondi di intervenire per l’acquisizione e la demolizione e che sono stati fatti degli sprechi riguardo l’intervento.

L’ultima conferenza stampa di Teramo Nostra risale al 28 dicembre 2009 ( AbruzzoCultura ) e riguarda un incontro circa il destino del teatro romano e il silenzio che è sceso sul tema. La stessa associazione precisa che non è stata più chiamata in causa nonostante l’impegno storico che la lega al progetto, dichiara quindi che presenterà un esposto alla Corte dei Conti per lo sperpero di denaro pubblico che in dieci anni ha portato solo peggioramenti dello stato dei fatti.

Credo che il delirio non finirà qui. Come era per Santa Maria Maggiore di Lanciano e Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila prima del sisma, abbiamo perso una degna e modesta aggiunta storicizzata per un vuoto ancora da risolvere.

altre fonti utili:

sirianocordoni.splinder.com

Santo Spirito e il Collegio Gesuitico di Sora

manifesto sora rgb web bellisario

Istituzione Commissione per il Paesaggio a Bucchianico

E’ del 22 Dicembre 2009 la delibera del Comune di Bucchianico per l’istituzione di una commissione paesaggistica e il 29 gennaio 2010 scadranno i termini per candidarsi ( sono ammessi massimo tre esperti qualificati ).

Il paesaggio di Bucchianico è stato oggetto di forti critiche per annosi e recenti problemi, due fra tutti la distruzione del seicentesco Palazzo Caracciolo per la costruzione della struttura ospedaliera mai messa in funzione e la recente discussione sulla zona industriale inserita nel paesaggio agrario. Mi auguro che sarà composta da figure capaci di controllare e sopratutto stabilire le sorti della qualità architettonica, anche nei confronti di un paesaggio per decenni degradato dalle evoluzioni politiche subite.

scarica l’avviso Commissione Paesaggio Bucchianico

sito del Comune di Bucchianico

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FR:D on gennaio 24th 2010 in Paesaggio/Sviluppo