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	<title>Commenti a: Collapse</title>
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		<title>Di: msc</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1709</link>
		<dc:creator>msc</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 11:03:21 +0000</pubDate>
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		<description>La materia sarà pure bruta e bastarda, ma è imparziale.
Non guarda ai titoli cartacei di chi la maneggia, ma solo alla reale confidenza tra lei e il suo manipolatore.
Lo schianto del &quot;calice di vino&quot; meriterebbe una pièce teatrale, tanto è emblematico nel suo intrico di interessi, personaggi, passioni.Questa scultura  mi appare un tale concentrato di simboli, che mi sembra quasi una storia dai connotati mistico-trascendenti.
Proprio per questo la impiegherei come monito per i posteri per mostrare loro dove l&#039;hybris da vanità e cialtroneria possa portare.Senza perarltro terrorizzare nessuno.In fondo, non s&#039;è sparsa neanche una goccia nè di sangue e neanche di vino

Marco Sclarandis.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La materia sarà pure bruta e bastarda, ma è imparziale.<br />
Non guarda ai titoli cartacei di chi la maneggia, ma solo alla reale confidenza tra lei e il suo manipolatore.<br />
Lo schianto del &#8220;calice di vino&#8221; meriterebbe una pièce teatrale, tanto è emblematico nel suo intrico di interessi, personaggi, passioni.Questa scultura  mi appare un tale concentrato di simboli, che mi sembra quasi una storia dai connotati mistico-trascendenti.<br />
Proprio per questo la impiegherei come monito per i posteri per mostrare loro dove l&#8217;hybris da vanità e cialtroneria possa portare.Senza perarltro terrorizzare nessuno.In fondo, non s&#8217;è sparsa neanche una goccia nè di sangue e neanche di vino</p>
<p>Marco Sclarandis.</p>
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		<title>Di: FR:D</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1679</link>
		<dc:creator>FR:D</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 08:14:49 +0000</pubDate>
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		<description>grazie perplesso, questo ci fa capire ancora di più la provvisorietà delle menti che oggi sono su quella poltrona..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie perplesso, questo ci fa capire ancora di più la provvisorietà delle menti che oggi sono su quella poltrona..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: perplesso</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1668</link>
		<dc:creator>perplesso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 12:28:25 +0000</pubDate>
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		<description>Sinceramente la cosa che mi lascia sbalordito maggiormente nella faccenda del Wine Glass è la ricerca del male non nelle cause (cosa che servirebbe da monito per il futuro) ma stupidamente e senza cognizione di causa addossando le responsabilità ad eventi occasionali tipo condizioni atmosferiche o addirittura fantomatici atti vandalici, scaricando le stesse sul materiale utilizzato.

Tutto questo è sterile, ci sta bene tutto quando non sappiamo dare delle spiegazioni e non andiamo oltre l&#039;aspetto mediatico, ma proviamo a socializzare con il principale inquisito...il PMMA.


Il polimetimetacrilato è stato casualmente formulato dal Dr. OTTO ROHM nel lontano 1933 quando fu incaricato dalla lufthansa di studiare un composto che legasse due calotte di vetro in maniera tale che i piloti degli stukas, durante le azioni di guerra, rimanessero pressurizzati nella cabina di pilotaggio in caso di rottura del cupolino.
 
Casualmente perchè il composto polimerizzò e quindi le due calotte di vetro &quot;partorirono&quot; un prodotto otticamente perfetto, più del vetro...il polimetilmetacrilato.
 
Il Dr. Rohm, senza volerlo, aveva inventato un prodotto che negli anni a seguire avrebbe trovato utilizzo nel campo aereospaziale, navale, arredamento, oculistico etc etc.... fino ad essere utilizzato diventando indispensabile ovunque si necessitava di trasparenza e conduzione luminosa. Il materiale più ottico al mondo.......
 
Quindi.....
 
Mi chiedo come sia stato possibile che negli ultimi anni tutta la piazza delle materie plastiche abbia cercato (invano) di scalzare al PMMA l&#039; appellativo di &quot;unica materia plastica al mondo più trasparente e resistente del cristallo di boemia&quot;. 

Mi chiedo attraverso che tipo di PMMA guardasse il buon Piccard quando, dal batiscafo trieste nella profondità della fossa delle marianne (1.100 bar di pressione equivalente), diceva...... &quot;il fondo appare luminoso e chiaro&quot;.

Mi chiedo cosa pensasse della resistenza al gelo il buon Neil Armstrong guardando fuori dal suo casco in pmma l&#039;universo durante l&#039; allunaggio......
 
Mi chiedo cosa pensano adulti e bambini guardando le meraviglie del mare dell&#039;acquario di Genova sentendosi protetti dietro un blocco di pmma trasparente.
 
Mi chiedo se la gente si chiede come mai le mummie sono protette da teche in pmma piuttosto che di vetro. Verrebbe da dire perchè non si rompe....risposta scontata ! Non è così.....il pmma le protegge contro l&#039;aggressione dei raggi UV altrimenti nel giro di qualche mese rimarrebbe solo polvere......
 
E cosa pensiamo noi tutti davanti al nostro maxischermo comodamente seduti sulla nostra poltrona in pantofole mentre guardiamo la finale della coppa del mondo o il nostro programma preferito  ? 
 
Potrei andare avanti per ore.......
 
Ma......tanta illustre scoperta scientifica pretende di essere lasciata nelle mani di coloro che conoscono alla perfezione la natura del materiale, lo studio della chimica e della fisica, assolutamente scabri dalla presunzione di sfidare gli eventi senza curarsi delle conseguenze.....
 
Quando ho visto il Wine Glass sono inorridito (e non farò alcun richiamo alle mie già ampiamente illustrate considerazioni tecniche), non avevo mai visto in vita mia tanta incompetenza nemmeno da parte degli studenti universitari alle prime armi e il primo versatore per la colla monocomponente nelle mani.
 
Gli Osanna a Toyo Ito al Sindaco D&#039;Alfonso e alla Clax Italia si innalzavano nei cieli in Piazza Salotto a Pescara la sera dell&#039;inaugurazione, e io davanti al monolite che mi dicevo....qua scoppia tutto......
 
Poi ho letto di tutto, hanno scritto peste e corna sul pmma dando una pessima informazione su un prodotto che viene considerato universalmente &quot;la regina delle materie plastiche&quot;, di cui l&#039;Azienda madre già menzionata concede la bellezza di trenta anni di garanzia.
 
Invito a visitare i vari siti delle Aziende di produzione e di trasformazione, è bellissimo quello che si può realizzare con il Pmma....da un semplice portariviste alla inclusione di una moneta o di un oggetto qualsiasi fino ad arrivare alla costruzione di un monolite delle dimensioni del Wine Glass, e la trasparenze...i riflessi....la sensazione di limpidezza, non hanno veramente termini di paragone.
 
In tanti hanno criminalizzato la materia prima, in pochi si sono resi conto che la Clax Italia forse pensava di incollare le figurine Panini.......
 
Direi che basta, ma mi piacerebbe che qualcuno si interessasse oltre che alla cronaca a quanto ho scritto.....chissà, magari ancora una volta da un male nasce un bene.

Un caloroso abbraccio al team del CAP e a tutti i lettori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente la cosa che mi lascia sbalordito maggiormente nella faccenda del Wine Glass è la ricerca del male non nelle cause (cosa che servirebbe da monito per il futuro) ma stupidamente e senza cognizione di causa addossando le responsabilità ad eventi occasionali tipo condizioni atmosferiche o addirittura fantomatici atti vandalici, scaricando le stesse sul materiale utilizzato.</p>
<p>Tutto questo è sterile, ci sta bene tutto quando non sappiamo dare delle spiegazioni e non andiamo oltre l&#8217;aspetto mediatico, ma proviamo a socializzare con il principale inquisito&#8230;il PMMA.</p>
<p>Il polimetimetacrilato è stato casualmente formulato dal Dr. OTTO ROHM nel lontano 1933 quando fu incaricato dalla lufthansa di studiare un composto che legasse due calotte di vetro in maniera tale che i piloti degli stukas, durante le azioni di guerra, rimanessero pressurizzati nella cabina di pilotaggio in caso di rottura del cupolino.</p>
<p>Casualmente perchè il composto polimerizzò e quindi le due calotte di vetro &#8220;partorirono&#8221; un prodotto otticamente perfetto, più del vetro&#8230;il polimetilmetacrilato.</p>
<p>Il Dr. Rohm, senza volerlo, aveva inventato un prodotto che negli anni a seguire avrebbe trovato utilizzo nel campo aereospaziale, navale, arredamento, oculistico etc etc&#8230;. fino ad essere utilizzato diventando indispensabile ovunque si necessitava di trasparenza e conduzione luminosa. Il materiale più ottico al mondo&#8230;&#8230;.</p>
<p>Quindi&#8230;..</p>
<p>Mi chiedo come sia stato possibile che negli ultimi anni tutta la piazza delle materie plastiche abbia cercato (invano) di scalzare al PMMA l&#8217; appellativo di &#8220;unica materia plastica al mondo più trasparente e resistente del cristallo di boemia&#8221;. </p>
<p>Mi chiedo attraverso che tipo di PMMA guardasse il buon Piccard quando, dal batiscafo trieste nella profondità della fossa delle marianne (1.100 bar di pressione equivalente), diceva&#8230;&#8230; &#8220;il fondo appare luminoso e chiaro&#8221;.</p>
<p>Mi chiedo cosa pensasse della resistenza al gelo il buon Neil Armstrong guardando fuori dal suo casco in pmma l&#8217;universo durante l&#8217; allunaggio&#8230;&#8230;</p>
<p>Mi chiedo cosa pensano adulti e bambini guardando le meraviglie del mare dell&#8217;acquario di Genova sentendosi protetti dietro un blocco di pmma trasparente.</p>
<p>Mi chiedo se la gente si chiede come mai le mummie sono protette da teche in pmma piuttosto che di vetro. Verrebbe da dire perchè non si rompe&#8230;.risposta scontata ! Non è così&#8230;..il pmma le protegge contro l&#8217;aggressione dei raggi UV altrimenti nel giro di qualche mese rimarrebbe solo polvere&#8230;&#8230;</p>
<p>E cosa pensiamo noi tutti davanti al nostro maxischermo comodamente seduti sulla nostra poltrona in pantofole mentre guardiamo la finale della coppa del mondo o il nostro programma preferito  ? </p>
<p>Potrei andare avanti per ore&#8230;&#8230;.</p>
<p>Ma&#8230;&#8230;tanta illustre scoperta scientifica pretende di essere lasciata nelle mani di coloro che conoscono alla perfezione la natura del materiale, lo studio della chimica e della fisica, assolutamente scabri dalla presunzione di sfidare gli eventi senza curarsi delle conseguenze&#8230;..</p>
<p>Quando ho visto il Wine Glass sono inorridito (e non farò alcun richiamo alle mie già ampiamente illustrate considerazioni tecniche), non avevo mai visto in vita mia tanta incompetenza nemmeno da parte degli studenti universitari alle prime armi e il primo versatore per la colla monocomponente nelle mani.</p>
<p>Gli Osanna a Toyo Ito al Sindaco D&#8217;Alfonso e alla Clax Italia si innalzavano nei cieli in Piazza Salotto a Pescara la sera dell&#8217;inaugurazione, e io davanti al monolite che mi dicevo&#8230;.qua scoppia tutto&#8230;&#8230;</p>
<p>Poi ho letto di tutto, hanno scritto peste e corna sul pmma dando una pessima informazione su un prodotto che viene considerato universalmente &#8220;la regina delle materie plastiche&#8221;, di cui l&#8217;Azienda madre già menzionata concede la bellezza di trenta anni di garanzia.</p>
<p>Invito a visitare i vari siti delle Aziende di produzione e di trasformazione, è bellissimo quello che si può realizzare con il Pmma&#8230;.da un semplice portariviste alla inclusione di una moneta o di un oggetto qualsiasi fino ad arrivare alla costruzione di un monolite delle dimensioni del Wine Glass, e la trasparenze&#8230;i riflessi&#8230;.la sensazione di limpidezza, non hanno veramente termini di paragone.</p>
<p>In tanti hanno criminalizzato la materia prima, in pochi si sono resi conto che la Clax Italia forse pensava di incollare le figurine Panini&#8230;&#8230;.</p>
<p>Direi che basta, ma mi piacerebbe che qualcuno si interessasse oltre che alla cronaca a quanto ho scritto&#8230;..chissà, magari ancora una volta da un male nasce un bene.</p>
<p>Un caloroso abbraccio al team del CAP e a tutti i lettori.</p>
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	<item>
		<title>Di: andreaiezzi</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1593</link>
		<dc:creator>andreaiezzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 23:44:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/?p=675#comment-1593</guid>
		<description>da &quot;www.primadanoi.it&quot;

Propongo un interessante commento che ricostruisce la storia della &quot;fontana&quot; da dietro le quinte.
Meditate...

Commento all&#039;articolo: &quot;Toyo Ito al capezzale del suo Huge Wine Glass&quot; del 16 marzo 2009


Inviato: 16/3/2009 16:54  Aggiornato: 16/3/2009 16:54 
Commentatore Neofita


Iscritto: 16/2/2009
Da: perplesso
Inviati: 10  LA VERITA&#039; !!!!!
FINIAMOLA DI FARCI PRENDERE IN GIRO....ECCO COME SONO ANDATE LE COSE !!!!!

Lafarge non aveva nessuna intenzione di spostare il cementificio di Pescara dalla sua attuale location ma, non potendo comprare un permesso che poteva comparire come una tangente autorizzata ha donato al Comune di Pescara (sborsando 850.000 euro) e con la partecipazione della Fondazione Caripe (che ha sborsato 250.000 euro) il famoso Huge Wine Glass, in questo modo &quot;BATTEZZAVA&quot; i giochi del Mediterraneo e indorava la pillola ai cittadini.
A questo punto bisognava trovare il produttore, ma il Comune di Pescara non aveva alcuna conoscenza a tal proposito !
Venne quindi incaricato dal Comune un &quot;consulente esterno&quot; che operava da anni nel settore delle materie plastiche, il quale fece una ricerca inviando i disegni originali ( dimensioni cm. 300x300 altezza 600) a diverse Aziende riuscendo a farsi quantificare il costo dell&#039;opera in euro 1.650.000+ IVA.
Tali Aziende però operavano all&#039;estero (Nippura/Giappone, Degussa/Germania) e si presentavano due problemi :

A.....non erano &quot;manovrabili&quot;
B.....Il prezzo era troppo alto, la differenza l&#039;avrebbe dovuta tirare fuori il comune e non c&#039;era spazio per il magna magna.

Come fare ?

Lo stesso consulente contattava la Clax Italia ( o Gesù....) che aveva i giusti &quot;requisiti&quot; ma non i mezzi (della competenza ne parleremo dopo) per realizzare un monolite di quelle dimensioni.
Nessun problema, venne modificato completamente il progetto con il placet di Toyo Ito e ridotto in dim. cm. 200x200 altezza cm. 500.
Comincia la farsa........
Il monomero costa circa euro 1,40 kg., il monolite modificato con le nuove dimensioni pesa 24.000 kg., pertanto il costo della materia prima è di euro 34.000 !
L&#039;originale 300x300x600 avrebbe avuto un peso di circa 64.000 kg., quindi un costo della materia prima di 90.000 euro circa.
Clax Italia, prendendo come riferimento il preventivo di base quota in euro 1.100.000 + iva l&#039;esecuzione del Wine Glass, dicendo che la differenza rispetto al prezzo iniziale l&#039;avrebbe tirata fuori di tasca sua come contributo alla realizzazione di un&#039;opera così importante.......quando si dice farsi le punture in faccia......ma fortunatamente i disegni originali esistono !
Partono le altre richieste di preventivo da parte del Comune a seguito della delibera della giunta comunale per la sistemazione di Piazza della Rinascita o Piazza Salotto che dir si voglia, Nippura e Degussa capiscono tutto e nemmeno rispondono anche perchè non ci sono più i tempi tecnici di realizzazione, l&#039;altra Azienda interpellata è di comodo e segnalata dal famoso consulente, alla faccia dell&#039;antitrust....ma nessuno la conosce !
Rimane solo la Clax Italia......che culo !
Il resto è storia.....il monolite fatto in fretta e furia è un ammasso di blocchi in pmma mal polimerizzati, pieno di azzurranti per nascondere alla meno peggio gli incollaggi ma non sufficienti per nascondere la nebbia all&#039;interno che si sviluppa sia durante la produzione in autoclave dei blocchi quando si porta all&#039;esasperazione la pressione all&#039;interno dello stesso e sia quando le colle catalizzate incontrano materiale non polimerizzato incollando solo una parte della massa.
Addirittura non si riescono a lucidare nemmeno le superfici esterne per quanto pieno di monomero residuo è il monolite.
Lunedì 16 Febbraio 2009, a Pescara fa freddo e la temperatura la notte scende sotto lo zero ma nel primo pomeriggio esce il sole e all&#039;interno del monolite la temperatura, assorbita nelle ore precedenti, è ancora intorno allo zero.
L&#039;effetto è devastante, le dilatazioni dovute all&#039;irraggiamento solare provocano delle tensioni.
La massa presenta al suo interno incollaggi disordinati e parziali, le tensioni che si sviluppano all&#039;interno per tale motivo provocano reazioni uguali come intensità ma contrarie come direzione.....il monolite si strappa....implode.
Alcuni giorni fa leggo che l&#039;architetto Munzi prenderà decisioni sul da farsi solo dopo che verranno dimostrate le cause dell&#039;implosione ed esclusi atti vandalici (ovvero consapevole che all&#039;ufficio tecnico del comune di Pescara nessuno ne capisce un tubo di polimetilmetacrilato sta mettendo le mani avanti), l&#039;amministrazione comunale non è in grado di chiarire di chi è la responsabilità amministrativa. Nonostante siano stati sborsati diversi migliaia di euro non si sa chi sia il proprietario dell&#039;ex Wine Glass. Lafarge ha ottenuto il suo scopo e quindi la cosa non è più di suo interesse. Se almenoToyo Ito fornisse un chiarimento per quanto riguarda la modifica del progetto.... 
Non avendo la Clax Italia competenza ma nemmeno i soldi per costruire &quot;Wine Glass 2&quot; inesorabile scenderà il sipario su questa brutta storia.
SICCOME :
le mura della Clax Italia non sono di proprietà dell&#039;Arch. Munzi....
SICCOME :
l&#039;autoclave per la produzione dei blocchi non è di proprietà dell&#039;Arch. Munzi......
SICCOME....la Clax Italia non si sa di chi sia.....
mi chiedo &quot;CHI&quot; non ha preso informazioni dettagliate prima di nominarla ditta appaltatrice e di sganciare i soldi e dove sono finiti gli stessi !!!
Sparirà il Wine Glass come sono spariti i soldi, e hanno talmente bene ingarbugliato le carte che non ci saranno neanche processi.
Saluti !!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da &#8220;www.primadanoi.it&#8221;</p>
<p>Propongo un interessante commento che ricostruisce la storia della &#8220;fontana&#8221; da dietro le quinte.<br />
Meditate&#8230;</p>
<p>Commento all&#8217;articolo: &#8220;Toyo Ito al capezzale del suo Huge Wine Glass&#8221; del 16 marzo 2009</p>
<p>Inviato: 16/3/2009 16:54  Aggiornato: 16/3/2009 16:54<br />
Commentatore Neofita</p>
<p>Iscritto: 16/2/2009<br />
Da: perplesso<br />
Inviati: 10  LA VERITA&#8217; !!!!!<br />
FINIAMOLA DI FARCI PRENDERE IN GIRO&#8230;.ECCO COME SONO ANDATE LE COSE !!!!!</p>
<p>Lafarge non aveva nessuna intenzione di spostare il cementificio di Pescara dalla sua attuale location ma, non potendo comprare un permesso che poteva comparire come una tangente autorizzata ha donato al Comune di Pescara (sborsando 850.000 euro) e con la partecipazione della Fondazione Caripe (che ha sborsato 250.000 euro) il famoso Huge Wine Glass, in questo modo &#8220;BATTEZZAVA&#8221; i giochi del Mediterraneo e indorava la pillola ai cittadini.<br />
A questo punto bisognava trovare il produttore, ma il Comune di Pescara non aveva alcuna conoscenza a tal proposito !<br />
Venne quindi incaricato dal Comune un &#8220;consulente esterno&#8221; che operava da anni nel settore delle materie plastiche, il quale fece una ricerca inviando i disegni originali ( dimensioni cm. 300&#215;300 altezza 600) a diverse Aziende riuscendo a farsi quantificare il costo dell&#8217;opera in euro 1.650.000+ IVA.<br />
Tali Aziende però operavano all&#8217;estero (Nippura/Giappone, Degussa/Germania) e si presentavano due problemi :</p>
<p>A&#8230;..non erano &#8220;manovrabili&#8221;<br />
B&#8230;..Il prezzo era troppo alto, la differenza l&#8217;avrebbe dovuta tirare fuori il comune e non c&#8217;era spazio per il magna magna.</p>
<p>Come fare ?</p>
<p>Lo stesso consulente contattava la Clax Italia ( o Gesù&#8230;.) che aveva i giusti &#8220;requisiti&#8221; ma non i mezzi (della competenza ne parleremo dopo) per realizzare un monolite di quelle dimensioni.<br />
Nessun problema, venne modificato completamente il progetto con il placet di Toyo Ito e ridotto in dim. cm. 200&#215;200 altezza cm. 500.<br />
Comincia la farsa&#8230;&#8230;..<br />
Il monomero costa circa euro 1,40 kg., il monolite modificato con le nuove dimensioni pesa 24.000 kg., pertanto il costo della materia prima è di euro 34.000 !<br />
L&#8217;originale 300x300x600 avrebbe avuto un peso di circa 64.000 kg., quindi un costo della materia prima di 90.000 euro circa.<br />
Clax Italia, prendendo come riferimento il preventivo di base quota in euro 1.100.000 + iva l&#8217;esecuzione del Wine Glass, dicendo che la differenza rispetto al prezzo iniziale l&#8217;avrebbe tirata fuori di tasca sua come contributo alla realizzazione di un&#8217;opera così importante&#8230;&#8230;.quando si dice farsi le punture in faccia&#8230;&#8230;ma fortunatamente i disegni originali esistono !<br />
Partono le altre richieste di preventivo da parte del Comune a seguito della delibera della giunta comunale per la sistemazione di Piazza della Rinascita o Piazza Salotto che dir si voglia, Nippura e Degussa capiscono tutto e nemmeno rispondono anche perchè non ci sono più i tempi tecnici di realizzazione, l&#8217;altra Azienda interpellata è di comodo e segnalata dal famoso consulente, alla faccia dell&#8217;antitrust&#8230;.ma nessuno la conosce !<br />
Rimane solo la Clax Italia&#8230;&#8230;che culo !<br />
Il resto è storia&#8230;..il monolite fatto in fretta e furia è un ammasso di blocchi in pmma mal polimerizzati, pieno di azzurranti per nascondere alla meno peggio gli incollaggi ma non sufficienti per nascondere la nebbia all&#8217;interno che si sviluppa sia durante la produzione in autoclave dei blocchi quando si porta all&#8217;esasperazione la pressione all&#8217;interno dello stesso e sia quando le colle catalizzate incontrano materiale non polimerizzato incollando solo una parte della massa.<br />
Addirittura non si riescono a lucidare nemmeno le superfici esterne per quanto pieno di monomero residuo è il monolite.<br />
Lunedì 16 Febbraio 2009, a Pescara fa freddo e la temperatura la notte scende sotto lo zero ma nel primo pomeriggio esce il sole e all&#8217;interno del monolite la temperatura, assorbita nelle ore precedenti, è ancora intorno allo zero.<br />
L&#8217;effetto è devastante, le dilatazioni dovute all&#8217;irraggiamento solare provocano delle tensioni.<br />
La massa presenta al suo interno incollaggi disordinati e parziali, le tensioni che si sviluppano all&#8217;interno per tale motivo provocano reazioni uguali come intensità ma contrarie come direzione&#8230;..il monolite si strappa&#8230;.implode.<br />
Alcuni giorni fa leggo che l&#8217;architetto Munzi prenderà decisioni sul da farsi solo dopo che verranno dimostrate le cause dell&#8217;implosione ed esclusi atti vandalici (ovvero consapevole che all&#8217;ufficio tecnico del comune di Pescara nessuno ne capisce un tubo di polimetilmetacrilato sta mettendo le mani avanti), l&#8217;amministrazione comunale non è in grado di chiarire di chi è la responsabilità amministrativa. Nonostante siano stati sborsati diversi migliaia di euro non si sa chi sia il proprietario dell&#8217;ex Wine Glass. Lafarge ha ottenuto il suo scopo e quindi la cosa non è più di suo interesse. Se almenoToyo Ito fornisse un chiarimento per quanto riguarda la modifica del progetto&#8230;.<br />
Non avendo la Clax Italia competenza ma nemmeno i soldi per costruire &#8220;Wine Glass 2&#8243; inesorabile scenderà il sipario su questa brutta storia.<br />
SICCOME :<br />
le mura della Clax Italia non sono di proprietà dell&#8217;Arch. Munzi&#8230;.<br />
SICCOME :<br />
l&#8217;autoclave per la produzione dei blocchi non è di proprietà dell&#8217;Arch. Munzi&#8230;&#8230;<br />
SICCOME&#8230;.la Clax Italia non si sa di chi sia&#8230;..<br />
mi chiedo &#8220;CHI&#8221; non ha preso informazioni dettagliate prima di nominarla ditta appaltatrice e di sganciare i soldi e dove sono finiti gli stessi !!!<br />
Sparirà il Wine Glass come sono spariti i soldi, e hanno talmente bene ingarbugliato le carte che non ci saranno neanche processi.<br />
Saluti !!!!!!</p>
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		<title>Di: FR:D</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1500</link>
		<dc:creator>FR:D</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 15:29:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie ullman</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ullman</p>
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		<title>Di: ullman</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1499</link>
		<dc:creator>ullman</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 15:25:21 +0000</pubDate>
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		<description>ho inserito su ssc diverse immagini del wine glass scattate il 25 febbraio. il link della pagina: http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=776214&amp;page=21</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho inserito su ssc diverse immagini del wine glass scattate il 25 febbraio. il link della pagina: <a href="http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=776214&#038;page=21" rel="nofollow">http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=776214&#038;page=21</a></p>
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		<title>Di: FR:D</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1485</link>
		<dc:creator>FR:D</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 00:23:29 +0000</pubDate>
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		<description>allucinante</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>allucinante</p>
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		<title>Di: andreaiezzi</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1483</link>
		<dc:creator>andreaiezzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 08:48:33 +0000</pubDate>
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		<description>Toyo sì, Toyo no...
la terra dei cachi...

da &quot;Il Centro&quot;
GIOVEDÌ, 26 FEBBRAIO 2009 
  
Pagina 2 - Pescara 
  
Toyo Ito: «Sotto shock per il Calice in pezzi»  
  
L’architetto al vice sindaco: verrò quando avremo capito le cause del cedimento  
  
  
  
Sospiri: «Ma si continua a negare il fatto che la donazione è stata finalizzata alla permanenza del cementificio in città»  
  
MARIA ROSA TOMASELLO  

 

 PESCARA. «Sono rimasto scioccato nel sentire della situazione del nostro Huge Wine Glass mentre ero in Australia in viaggio di lavoro la scorsa settimana». Scrive così, dal suo studio di Tokyo, l’architetto giapponese Toyo Ito, che lunedì ha inviato una lettera al vice sindaco Camillo D’Angelo per manifestargli il suo disappunto per l’improvviso cedimento della grande installazione di piazza Salotto.
 «Sono dispiaciuto perché l’opera era stata accolta molto bene dai cittadini» sottolinea Toyo Ito a poco più di due mesi da quel 14 dicembre in cui, davanti alla folla, inaugurò il «Calice» assieme al sindaco Luciano D’Alfonso. Ma l’arrivo dell’architetto, che nel giorno dell’implosione era stato annunciato come imminente, è rinviato a data da destinarsi. È lo stesso Toyo Ito a spiegare le ragioni che lo spingono a rimandare la partenza per Pescara: «Abbiamo consultato l’ingegnere strutturale giapponese Nakata» spiega a D’Angelo. «Nonostante volessi partire per Pescara immediatamente, la Clax sta esaminando le cause, e io vorrei incontrarla quando saremo ben preparati per discutere di cose concrete». La visita dell’archi-star in Abruzzo potrebbe però non essere lontana: la Clax Italia, la società di Pomezia che ha realizzato lo Huge Wine Glass, ha annunciato il primo bollettino sull’esito delle analisi entro lunedì prossimo. A Toyo Ito, D’Angelo risponde sottolineando il dispiacere non solo per l’accaduto, ma anche per le polemiche seguite al cedimento del «Calice»: «Come lei sa», scrive il vice sindaco, «la città guardava allo Huge Wine Glass come a una parte dell’identità di Pescara, uno strumento per superare i confini regionali e nazionali per raggiungere una più vasta comunità come un grande simbolo dell’arte contemporanea. Noi riteniamo che sia ancora possibile, e per questo siamo interessati a fare chiarezza su cosa è accaduto e perché».
 Le polemiche, tuttavia, non accennano a placarsi. «Non c’è chiarezza sulla proprietà» è l’accusa del centrodestra. D’Angelo, però, ribadisce che la proprietà dell’opera è del Comune in virtù della donazione di Lafarge e, nella quota di circa il 20 per cento, di Banca Caripe: «È detto chiaramente nel protocollo d’intesa con Lafarge, in cui si afferma che tutte le conseguenze sono in capo al Comune. Adesso, probabilmente, ci sarà un atto con cui il bene sarà acquisito nel patrimonio comunale. Non è detto che sia necessario: abbiamo chiesto un approfondimento all’ufficio legale».
 Torna all’attacco però il consigliere del Pdl Lorenzo Sospiri, che rispolvera una polemica vecchia di due anni, accusa l’amministrazione di negare l’accordo «messo nero su bianco» tra Comune e Lafarge e sostiene che la donazione di 840 mila euro che ha consentito l’acquisto dell’opera è stata finalizzata alla permanenza del cementificio in città per 15 anni: «Il protocollo prevedeva che la Lafarge elargisse 120 mila euro l’anno al Comune per opere pubbliche, tra cui il Wine Glass, e il Comune, dal canto suo, si impegnava ad “assumere gli adempimenti affinché l’attività dell’impresa si svolgesse nel modo più idoneo” sul territorio di Pescara. Un accordo della durata di 15 anni smascherato dall’ex consigliere Carlo Costantini, rivelando il vero motivo delle “elargizioni” di cui il Comune ha beneficiato».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Toyo sì, Toyo no&#8230;<br />
la terra dei cachi&#8230;</p>
<p>da &#8220;Il Centro&#8221;<br />
GIOVEDÌ, 26 FEBBRAIO 2009 </p>
<p>Pagina 2 &#8211; Pescara </p>
<p>Toyo Ito: «Sotto shock per il Calice in pezzi»  </p>
<p>L’architetto al vice sindaco: verrò quando avremo capito le cause del cedimento  </p>
<p>Sospiri: «Ma si continua a negare il fatto che la donazione è stata finalizzata alla permanenza del cementificio in città»  </p>
<p>MARIA ROSA TOMASELLO  </p>
<p> PESCARA. «Sono rimasto scioccato nel sentire della situazione del nostro Huge Wine Glass mentre ero in Australia in viaggio di lavoro la scorsa settimana». Scrive così, dal suo studio di Tokyo, l’architetto giapponese Toyo Ito, che lunedì ha inviato una lettera al vice sindaco Camillo D’Angelo per manifestargli il suo disappunto per l’improvviso cedimento della grande installazione di piazza Salotto.<br />
 «Sono dispiaciuto perché l’opera era stata accolta molto bene dai cittadini» sottolinea Toyo Ito a poco più di due mesi da quel 14 dicembre in cui, davanti alla folla, inaugurò il «Calice» assieme al sindaco Luciano D’Alfonso. Ma l’arrivo dell’architetto, che nel giorno dell’implosione era stato annunciato come imminente, è rinviato a data da destinarsi. È lo stesso Toyo Ito a spiegare le ragioni che lo spingono a rimandare la partenza per Pescara: «Abbiamo consultato l’ingegnere strutturale giapponese Nakata» spiega a D’Angelo. «Nonostante volessi partire per Pescara immediatamente, la Clax sta esaminando le cause, e io vorrei incontrarla quando saremo ben preparati per discutere di cose concrete». La visita dell’archi-star in Abruzzo potrebbe però non essere lontana: la Clax Italia, la società di Pomezia che ha realizzato lo Huge Wine Glass, ha annunciato il primo bollettino sull’esito delle analisi entro lunedì prossimo. A Toyo Ito, D’Angelo risponde sottolineando il dispiacere non solo per l’accaduto, ma anche per le polemiche seguite al cedimento del «Calice»: «Come lei sa», scrive il vice sindaco, «la città guardava allo Huge Wine Glass come a una parte dell’identità di Pescara, uno strumento per superare i confini regionali e nazionali per raggiungere una più vasta comunità come un grande simbolo dell’arte contemporanea. Noi riteniamo che sia ancora possibile, e per questo siamo interessati a fare chiarezza su cosa è accaduto e perché».<br />
 Le polemiche, tuttavia, non accennano a placarsi. «Non c’è chiarezza sulla proprietà» è l’accusa del centrodestra. D’Angelo, però, ribadisce che la proprietà dell’opera è del Comune in virtù della donazione di Lafarge e, nella quota di circa il 20 per cento, di Banca Caripe: «È detto chiaramente nel protocollo d’intesa con Lafarge, in cui si afferma che tutte le conseguenze sono in capo al Comune. Adesso, probabilmente, ci sarà un atto con cui il bene sarà acquisito nel patrimonio comunale. Non è detto che sia necessario: abbiamo chiesto un approfondimento all’ufficio legale».<br />
 Torna all’attacco però il consigliere del Pdl Lorenzo Sospiri, che rispolvera una polemica vecchia di due anni, accusa l’amministrazione di negare l’accordo «messo nero su bianco» tra Comune e Lafarge e sostiene che la donazione di 840 mila euro che ha consentito l’acquisto dell’opera è stata finalizzata alla permanenza del cementificio in città per 15 anni: «Il protocollo prevedeva che la Lafarge elargisse 120 mila euro l’anno al Comune per opere pubbliche, tra cui il Wine Glass, e il Comune, dal canto suo, si impegnava ad “assumere gli adempimenti affinché l’attività dell’impresa si svolgesse nel modo più idoneo” sul territorio di Pescara. Un accordo della durata di 15 anni smascherato dall’ex consigliere Carlo Costantini, rivelando il vero motivo delle “elargizioni” di cui il Comune ha beneficiato».</p>
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		<title>Di: andreaiezzi</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1477</link>
		<dc:creator>andreaiezzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 08:36:21 +0000</pubDate>
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		<description>Oggi il commento di Ivan D&#039;Alberto, caro amico e compagno d&#039;Università...

da &quot;Il Centro&quot;

MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009 
  
Pagina 3 - Pescara 
  
D’Alberto: lasciate l’opera così com’è, è comunque arte  
  
  
  
 
 
Sul calice rotto interviene Ivan D’Alberto, direttore del Museo di arte contemporanea di Nocciano.
 «Che la competenza spesso non sia passata da queste parti, tanto meno a Pescara, non è una novità, e che persino gli operatori culturali più in voga del momento non abbiano approfittato della gustosa occasione per dare una diversa chiave di lettura all’accadimento, è sinonimo di quanta poca prontezza c’è in questo angolo di provincia italiana. I politici locali, pur non capendo nulla di Arte Contemporanea, hanno approfittato dell’incidente, che gli si è presentato su un piatto d’argento, per strumentalizzare la vicenda e alzare il solito polverone per dare il colpo di grazia a chi ormai ha già abbondantemente toccato il fondo. Nessuno, tra maggioranza e opposizione, che avesse fatto una riflessione un po’ più colta cercando di andare oltre i soliti argomenti e capire il significato intrinseco che caratterizza tutta la vicenda “Huge Wineglass”. Effettivamente non c’è da stupirsi visto che nemmeno gli addetti ai lavori, quelli per intenderci che ricevono fior fior di quattrini dagli Enti pubblici e dagli sponsor privati per progetti culturali, hanno espresso un giudizio che andasse al di là del fatto che il blocco di plexiglass si sia rotto. Si va dai galleristi ai parenti dei grandi artisti, agli editori ai giornalisti, i quali si sono più preoccupati a fare bella figura con i politici di turno piuttosto che esprimere un punto di vista chiaro e senza freni inibitori. C’è chi ha affermato che con tutti i soldi spesi per la fontana avrebbe realizzato più di un evento culturale, c’è chi, invece, ha semplicemente dichiarato: “L’abbiamo fatta e ora bisogna aggiustarla” e infine c’è chi ha pensato che debba essere restaurata, sistemata, eliminata o addirittura sostituita. Tutti hanno dato una soluzione al problema ma nessuno si è accorto che la più semplice è quella sotto gli occhi di tutti. La storia come al solito insegna e non bisogna andare poi così lontano nel tempo per capire il grave errore che si potrebbe compiere. Marcel Duchamp, attraverso il suo orinatoio rovesciato e trasformato in fontana, ha determinato quell’inarrestabile cambio di rotta dell’arte in cui il concetto di bellezza diventa relativo, la casualità parte integrante e l’effimero la reale natura della società contemporanea. L’episodio ad egli accorso in un particolare momento del suo lavoro sembra essere l’esempio più calzante. La sposa messa a nudo dai propri scapoli è l’opera più importante di Duchamp, in quanto antologica. L’opera è costituita da due lastre di vetro verticali su cui l’artista ha disegnato, con filo di piombo, figure meccaniche che paiono prigioniere del materiale stesso: un po’ come il calice rosso di Toyo Ito nella fontana pescarese. L’opera di Duchamp è particolarmente fragile e mentre l’artista era impegnato a lavorare sopra il vetro, questo si ruppe. Duchamp si arrese? No, smise semplicemente di lavorare alla sua opera, lasciandola così com’era, resa compiuta dall’effetto dell’incidente. Egli finì col considerare l’imprevisto stesso un intervento del caso convincendosi subito a lasciare il vetro rotto senza tentare alcuna riparazione. La fontana di Toyo Ito colpita da sventura, errore progettuale, di lavorazione o semplice Caso, come simpatico “deja vu”, forse proprio adesso che è rotta rappresenta l’immagine precisa della Città. La fontana è Pescara che tenta di mostrarsi bella: ma una bellezza priva di fondamenti, debole di contenuti che implode e che si sgretola su se stessa. La scultura che si frantuma nel tempo sotto gli occhi attoniti dei cittadini è la società che per la sua stessa fragilità lentamente diventa macerie. L’incidente accaduto non è stato nemmeno sfruttato dai soliti “colonizzatori”, ritenuti esperti, che solitamente “bevono” da quello stesso calice. Preferiscono continuare a tagliare nastri inaugurali per la città pensando che la cultura è solo una forma di spettacolo momentaneo, temporaneo e non una testimonianza del passaggio della formulazione di un’idea. Trovando un giusto compromesso tra stabilità della struttura e la sicurezza dei cittadini, a mio avviso la fontana anche se rotta deve rimanere al suo posto così com’è».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il commento di Ivan D&#8217;Alberto, caro amico e compagno d&#8217;Università&#8230;</p>
<p>da &#8220;Il Centro&#8221;</p>
<p>MERCOLEDÌ, 25 FEBBRAIO 2009 </p>
<p>Pagina 3 &#8211; Pescara </p>
<p>D’Alberto: lasciate l’opera così com’è, è comunque arte  </p>
<p>Sul calice rotto interviene Ivan D’Alberto, direttore del Museo di arte contemporanea di Nocciano.<br />
 «Che la competenza spesso non sia passata da queste parti, tanto meno a Pescara, non è una novità, e che persino gli operatori culturali più in voga del momento non abbiano approfittato della gustosa occasione per dare una diversa chiave di lettura all’accadimento, è sinonimo di quanta poca prontezza c’è in questo angolo di provincia italiana. I politici locali, pur non capendo nulla di Arte Contemporanea, hanno approfittato dell’incidente, che gli si è presentato su un piatto d’argento, per strumentalizzare la vicenda e alzare il solito polverone per dare il colpo di grazia a chi ormai ha già abbondantemente toccato il fondo. Nessuno, tra maggioranza e opposizione, che avesse fatto una riflessione un po’ più colta cercando di andare oltre i soliti argomenti e capire il significato intrinseco che caratterizza tutta la vicenda “Huge Wineglass”. Effettivamente non c’è da stupirsi visto che nemmeno gli addetti ai lavori, quelli per intenderci che ricevono fior fior di quattrini dagli Enti pubblici e dagli sponsor privati per progetti culturali, hanno espresso un giudizio che andasse al di là del fatto che il blocco di plexiglass si sia rotto. Si va dai galleristi ai parenti dei grandi artisti, agli editori ai giornalisti, i quali si sono più preoccupati a fare bella figura con i politici di turno piuttosto che esprimere un punto di vista chiaro e senza freni inibitori. C’è chi ha affermato che con tutti i soldi spesi per la fontana avrebbe realizzato più di un evento culturale, c’è chi, invece, ha semplicemente dichiarato: “L’abbiamo fatta e ora bisogna aggiustarla” e infine c’è chi ha pensato che debba essere restaurata, sistemata, eliminata o addirittura sostituita. Tutti hanno dato una soluzione al problema ma nessuno si è accorto che la più semplice è quella sotto gli occhi di tutti. La storia come al solito insegna e non bisogna andare poi così lontano nel tempo per capire il grave errore che si potrebbe compiere. Marcel Duchamp, attraverso il suo orinatoio rovesciato e trasformato in fontana, ha determinato quell’inarrestabile cambio di rotta dell’arte in cui il concetto di bellezza diventa relativo, la casualità parte integrante e l’effimero la reale natura della società contemporanea. L’episodio ad egli accorso in un particolare momento del suo lavoro sembra essere l’esempio più calzante. La sposa messa a nudo dai propri scapoli è l’opera più importante di Duchamp, in quanto antologica. L’opera è costituita da due lastre di vetro verticali su cui l’artista ha disegnato, con filo di piombo, figure meccaniche che paiono prigioniere del materiale stesso: un po’ come il calice rosso di Toyo Ito nella fontana pescarese. L’opera di Duchamp è particolarmente fragile e mentre l’artista era impegnato a lavorare sopra il vetro, questo si ruppe. Duchamp si arrese? No, smise semplicemente di lavorare alla sua opera, lasciandola così com’era, resa compiuta dall’effetto dell’incidente. Egli finì col considerare l’imprevisto stesso un intervento del caso convincendosi subito a lasciare il vetro rotto senza tentare alcuna riparazione. La fontana di Toyo Ito colpita da sventura, errore progettuale, di lavorazione o semplice Caso, come simpatico “deja vu”, forse proprio adesso che è rotta rappresenta l’immagine precisa della Città. La fontana è Pescara che tenta di mostrarsi bella: ma una bellezza priva di fondamenti, debole di contenuti che implode e che si sgretola su se stessa. La scultura che si frantuma nel tempo sotto gli occhi attoniti dei cittadini è la società che per la sua stessa fragilità lentamente diventa macerie. L’incidente accaduto non è stato nemmeno sfruttato dai soliti “colonizzatori”, ritenuti esperti, che solitamente “bevono” da quello stesso calice. Preferiscono continuare a tagliare nastri inaugurali per la città pensando che la cultura è solo una forma di spettacolo momentaneo, temporaneo e non una testimonianza del passaggio della formulazione di un’idea. Trovando un giusto compromesso tra stabilità della struttura e la sicurezza dei cittadini, a mio avviso la fontana anche se rotta deve rimanere al suo posto così com’è».</p>
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	<item>
		<title>Di: dade</title>
		<link>http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/2009/02/collapse/comment-page-1/#comment-1467</link>
		<dc:creator>dade</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 17:26:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatoabruzzesedelpaesaggio.com/?p=675#comment-1467</guid>
		<description>Questo del Prof. U. Dante lo trovo senza dubbio il contributo più ponderato, analitico e critico di questi giorni! 
L&#039;analisi sulla città sulle sue aspirazioni e sul suo senso più profondo rispondono davero bene alle critiche di provincialismo e alle tante accuse rivolte e ricadute sulla città che è invece sempre alla ricerca di un nuovo che è il suo carattere più primitivo!
...grazie AnD!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo del Prof. U. Dante lo trovo senza dubbio il contributo più ponderato, analitico e critico di questi giorni!<br />
L&#8217;analisi sulla città sulle sue aspirazioni e sul suo senso più profondo rispondono davero bene alle critiche di provincialismo e alle tante accuse rivolte e ricadute sulla città che è invece sempre alla ricerca di un nuovo che è il suo carattere più primitivo!<br />
&#8230;grazie AnD!</p>
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