Oggi verrà presentato da Stimmungfilm a Berlino “Un giorno e un altro ancora”, l’ultima opera di Dino Viani girata prima di Canto 6409 , che vedeva anche in quel cortometraggio la collaborazione con Emanuel Dimas de Melo Pimenta. Un binomio che ci dona un nuovo punto di vista straordinario dove traspare un paesaggio desolante e la vita (anziana) che continua ad avanzare.
Mercoledì 22/07/2009, ore 19.00 presso la sala consiliare del Comune di Cupello. Convegno sull’economia, occupazione e sviluppo della Regione Abruzzo.
Ci sono stati gli interventi di:
Matteo PARISIO Ing. Ambientale;
Calogero MARROLLO, Pres. Conf. Abruzzo;
Enrico DI GIUSEPPANTONIO, Pres. Prov. Di Chieti;
Gianni CHIODI, Pres. Reg. Abruzzo;
BELLANO Silvio, Pres. C.V.D.C.
Conclude
On. Remo GASPARI.
Siamo stati in molti alla serata di mezza estate di Cupello, abbiamo visto degli interventi interessanti ma poco coordinati tra loro: Come si vede nei video l’ing. Matteo Parisio parla di fotovoltaico e fonti rinnovabili, chiaro, tecnico ed efficace. Quello che viene dopo, sempre nell’ambito delle nuovo forme di energia, è il ritorno al nucleare… Cosa c’entra il nucleare con il fotovoltaico? Perchè dopo la domanda di Maria Rita D’Orsogna fatta a Gianni Chiodi si è scatenato l’inferno? Ci sono le carte che negano l’ingresso dei petrolieri nella nostra regione o e la solita chiacchiera? Ripeto, tutte belle parole e anche dei corsi e ricorsi storici di uno spettacolare attore che a 88 anni ha una verve di un giovanotto, costretto a parlare del fotovoltaico e del suo impianto finanziato negli anni ottanta (l’uomo dei fatti) oltre agli insulti rivolti dall’on. Remo Gaspari alle molte persone che ascoltavano e non riuscivano più a trattenere la loro idea attaccate alla sedia, persone che non appartengono a una fetta elettorale stabile, senza tessere di partito e senza orientamento politico chiaro (logicamente nella maggioranza) e che soprattutto non vogliono essere etichettate come conviene nel momento. Oggi siamo fannulloni comunisti, domani chissà?
Di te fino all’ultima goccia
fetida ambrosia oleosa
cibo di stolti insaziabili
nettare di semidemiurghi
vogliono estrarre dal derma
profondo della terra ferita
per ardere fuochi sempre più fatui
plasmare gingilli ancora più effimeri
accumulare profitti mai più godibili
sono gli ultimi sàtrapi stupidi
imperanti su di un volgo indolente
mescola iniqua d’indigenti ed abbienti
anche qui vogliono trafiggere i monti
con i loro metallici aculei
per succhiare qualche sorso d’essenza
senza rimorsi se orsi e pastori
da saggi e antichi abitanti
diverranno profughi tristi
senza ritegno se falde e sorgenti
da linfe vitali s’abbasseranno a liquame
vorrei esser sepolto e disfatto
per non vedere lo scempio
la trivella e il suo rombo
il viscido fango percolante dal pozzo
un dubbio mi ferma nel desiderio
dal mio scheletro un residuo di vita
permanga dal calcare assorbito
e sia condannato ad assistere
impotente all’oltraggio.
Ho avuto stasera la possibilità di vedere Canto 6409 presso largo Cremonesi a Chieti, durante la settimana mozartiana.
Dopo aver visto decine e decine di filmati e documentari sul terremoto de L’Aquila, interessanti e meno, questo è stato senz’altro il più duro e toccante. Viani non vuole ripercorrere il facile percorso comunicativo usato dalle testate giornalistiche d’effetto, gli edifici squarciati e le riprese hoolywoodiane.
Gli sguardi persi, l’abbaiare dei cani, i movimenti e ritmi di una macchina umana che sta ripartendo dalla “semina” e da dentro l’anima, sono elementi simbolo dello choc causato dallo strappo dalla realtà quotidiana che supera, viaggia su altri binari paralleli e ci orienta a guardare il dramma da un punto di vista finora inesplorato.
Fino a domenica 12 è possibile vedere il cortometraggio presso largo Cremonesi, Chieti.
Consiglio la visione a chi è preparato a tempi differenti da quelli televisivi.
Vi invitiamo tutti a partecipare al dibattito che si avrà l’8 luglio 2009 a Bucchianico, presso la chiesa di S.Antonio, una piccola chiesa che si trova lato abside di S.Urbano (il quale campanile si vede da lontano) alla fine di via della Vittoria.
Si parlerà di rischi che corre la nostra salute, il nostro paesaggio e la nostra economia già sotto zero per i disastri avvenuti in questi ultimi dodici mesi.
Causa scatenante del problema: la costruzione di raffinerie e pozzi di petrolio sul nostro territorio, dalla costa dei trabocchi alla Majella, da Pineto a Ortona, dai mari di Vasto a quelli di Giulianova ( con le piattaforme a mare a 5 km di distanza dalla battigia ) e ovviamente anche sul territorio di Bucchianico.
Maria Rita d’Orsogna (Docente presso la California State University at Northridge) ci illustrerà tecnicamente dove e come fanno male alla popolazione questi impianti, i casi storici italiani dei disastri a cose e persone, gli altri centri petroli impiantati fuori l’Abruzzo, le conseguenze arrecate sul territorio e gli aggiornamenti sull’argomento come manifestazioni e prossimi appuntamenti.