Archive for settembre, 2009

Elsa 2 – the revenge


elsa 2

16 settembre 2009

Osservazioni sulla Richiesta di Pronuncia di Compatibilità Ambientale relativa al progetto di “Perforazione del pozzo per idrocarburi ELSA 2” presentato alla societa’ Vega Oil SpA, ubicato nel Mare Adriatico all’interno del permesso di ricerca “B.R268.RG” La zona costiera che fronteggia la località “Torre Mucchia”, nel Comune di Ortona (Ch), si trova al centro di un’area più ampia, interessata dalla medesima concessione per la ricerca di idrocarburi.

Il Comitato Abruzzese del Paesaggio nota che la suddetta area lambisce lo spazio costiero dell’area metropolitana pescarese (al largo del comune di Francavilla al Mare), la più densamente popolata d’Abruzzo. L’intera località di “Torre Mucchia” è – secondo il Piano Paesistico Regionale (ed. 2004) – una zona A1 (con vincolo a “conservazione integrale”). Oltre al suddetto vincolo, l’area presenta emergenze monumentali e archeologiche (ex R.D. 1089/39). Si sottolinea che l’impatto visivo della piattaforma “Elsa 2” della società Vega Oil spa sarà molto forte sia dalla passeggiata orientale di Ortona, sia dal litorale di Ortona e di San Vito Chietino. Oltre alle ricadute negative sul turismo, si nota come nella relazione preliminare della stessa società interessata siano del tutto minimizzati i rischi sulle attività ordinarie, e sui sinistri che possono interessare l’impianto in questione. L’interdizione alla pesca di un tratto cospicuo di costa non potrà che avere esiti negativi su tale settore economico. D’altronde, gli stessi fanghi e le fuoriuscite di gasolio che avvengono collateralmente alla funzionalità dell’impianto peggioreranno la qualità e la quantità di pescato. Il giudizio complessivo sull’opera in questione è negativo. Per le osservazioni prodotte si invita ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 e modificato dal D.Lgs. 16 gennaio 2008 n. 4 a non rilasciare Pronuncia positiva di compatibilità Ambientale , al progetto di “Perforazione del pozzo per idrocarburi ELSA 2” presentato dalla societa’ Vega Oil SpA e ubicato nel Mare Adriatico all’interno del permesso di ricerca “B.R268.RG”. Si riserva la facoltà di ulteriori osservazioni ed approfondimenti all’esito della procedura in atto.

Documentazione D’Orsogna e tutti contributi alle osservazioni contro Elsa 2

foto da: no Abruzzo petrolifero!!!, mondonauticablog

  • Facebook
  • Google Buzz
  • Twitter
  • FriendFeed
  • Share/Bookmark

No Comments »

Andrea Iezzi on settembre 18th 2009 in Estrazioni petrolio, Paesaggio/Sviluppo

L’esperienza del CAU

Riqualificazione urbana del vallone S.Andrea

Sono passati tredici anni da quando il CAU, Consulta di Architettura e Urbanistica/Ortona, nei suoi Appunti/1 volle presentarci l’immagine dell’architetto contemporaneo, appunti rilegati in un piccolo libro ad anelli come se fosse la raccolta di tanti taccuini da viaggio. Non sono solo architetti a contribuire ma anche giornalisti e fotografi. E’ stampato da scansioni di schizzi e scritte disegnate a mano libera e ognuna di queste è affiancata da foto di luoghi e famiglie connessi all’autore.

Non è la solita frase di circostanza dire che “non è cambiato granchè”dal panorama descritto: traspare in tutti i dialoghi la volontà forte di riscoprire la praticità primordiale del lavoro dell’architetto, offuscato oggi, e a volte dimenticato, da false contingenze economiche e funzionali. In particolare ci spiega Mauro Vanni, uno dei tanti autori del dibattito, come l’architetto sia svilito sotto tutti i fronti, dalla carriera studentesca decennale che porta un affievolimento dei primi preziosi stimoli e al successivo sfociare verso un mercato che negli anni successivi sarà diretto dagli stilemi delle archi-stars, imitazioni formali senza funzione e legame con il contesto.

Un’altra morsa che stringe è un atteggiamento, a mio parere epocale, del proliferare di riviste tipo “arredo fai da te” o “casaviva” che certamente hanno un’influenza più disastrosa di quella del trattato di Serlio verso le architetture del tardo cinquecento inglese e francese, leggeri manuali che ci rendono improvvisamente tutti architetti, non basterebbe quindi che per un architetto francese ce ne troviamo cinque italiani. Famose le opinioni pubbliche verso la figura di questo simpatico mestiere, dove si tende sempre a farselo da se e lo si considera spesso un lavoro di margine, fatto di scaricabarili e frasi come: “..è colpa della normativa tecnica!..” “..siamo legati alla scelta fatta dal computo metrico..” “..i prezzi durante la costruzione lievitano sempre..” diretto è il riferimento fatto a Bernard Rudofsky dove nel suo Architecture Without Architects afferma che il 90% delle architetture nel mondo viene realizzata senza l’intervento dell’architetto.

Vanni, dunque, alla domanda “cosa dovrebbe fare uno studente di architettura?” non da risposte, bensì ricette; l‘architettura non è sinonimo di avventura ma necessità di una sorta di percorso spirituale, senza tante distrazioni e con idee chiare. Quindi una figura professionale che non deve confondersi nel labirinto dei valori consumistici aggiunge Alessandro Pasquini, dove sarebbe un sogno svegliarsi la mattina e vedere finalmente che l’amico geometra si occupasse solo di accatastamenti, l’ingegnere di strutture e che il geologo fosse libero di fare il suo lavoro senza architetti e ingegneri tra i piedi.

Uno sguardo al passato recente che ci mette davanti a problemi irrisolti, cause di rimpianti verso un passato urbanistico ormai remoto, ma anche di reazioni. Gli autori lasciano le loro proposte per la città di Ortona in maniera genuina e gratuita, un terreno “arido” che ha subito la distruzione bellica, ma comunque carico di significati ed emozioni, cittadina svilita da una devastazione autentica e dichiarata, diversa in parte da quella più subdola e dilagante come le speculazioni e le sostituzioni urbanistiche programmate e spontanee.

L’utopia è nella volontà comune e incondizionata di ogni singolo individuo e schieramento politico di una rinascita sociale e culturale cittadina, movimento che poco più di dieci anni dopo prenderà piede nella stessa Ortona, persone custodi del proprio paesaggio e della propria salute, coscienza che cresce sempre di più e dove la classe politica non potrà far altro che farsi convincere della giusta causa, abbandonando interessi corporativi. Tutta bella retorica direbbe qualcuno.

C’è sempre chi storcerebbe il naso di fronte a ragazzi che si riuniscono per tirar fuori idee e progetti, proposte di soluzioni fattibili per la riqualificazione (anche immateriale) di tessuti urbani abbandonati, aree e quartieri, quel qualcuno fa si che le nostre città siano ancora invivibili (dopo trent’anni di sfrenato sviluppo), che non siano ancora ciclabili, che i marciapiedi siano usati come parcheggio auto; città che non crescono interiormente ma che fagocitano paesaggi agrari, dove anche un terremoto può essere un gran pretesto per un’azione speculativa di questo genere.

Vedo nei lavori del CAU la partecipazione del pubblico alle azioni dirette, esempi di democrazia progettuale difficilissimi da applicare con necessaria attenzione, correndo rischi. Oggi in certi casi vediamo come il cittadino, anche collegato a comitati, stenta a fare osservazioni nei dovuti tempi per un piano. Lo fa solo per interessi personali, quei classici sessanta giorni passano sempre inosservati per grandi cause.

Ne Il punto e l’ipotesi, un’idea urbanistica per Ortona di Vanni e Pasquini si parlava già di una norma carente del piano paesistico regionale riguardante il litorale Francavilla al Mare- S.Salvo, pare che l’istituzione di questo “Parco della costa teatina” sarà un argomento decennale. La discesa verso descrizioni puntuali nel libro è veloce, come puntuali sono le ipotesi, un percorso a mio avviso quasi didattico delle ricerche affrontate sul laboratorio Ortonese. Parchi cittadini, contrade, limiti, programmi che vengono raccontati senza l’ausilio di tavole. Sulla scia di questi tracciati, che oggi hanno di certo prodotto dei risultati nella vita cittadina di Ortona, vorremmo continuare a lavorare, promuovendo nuove strade sostenibili e con l’appoggio di più soggetti possibili.

Appunti/1 l'immagine di una nuova figura di architetto contemporaneo

Appunti/1 l'immagine di una nuova figura di architetto contemporaneo

  • Facebook
  • Google Buzz
  • Twitter
  • FriendFeed
  • Share/Bookmark

No Comments »

FR:D on settembre 10th 2009 in Paesaggio/Sviluppo, Recensioni, architettura