Archive for gennaio, 2010

Delirious Interamnia


Visualizzazione ingrandita della mappa

Questa è una storia Teramana lunga decenni, che oggi vede demolita parte di un edificio storico che insisteva sui resti dell’antico teatro romano nel nucleo urbano della città. La demolizione in questione riguarda Palazzo Adamoli, prendo il blog di Siriano Cordoni come fonte cronologica di un processo di riuso dell’antico teatro, forse sulla scia dell’intervento di De Lellis alla Civitella di Chieti. In molti di questi articoli e di queste vicende decennali i dibattiti sono numerosi ma troppo spesso sembra venire meno un chiaro programma progettuale di riferimento, è impossibile, in secondo luogo, sviscerare una linearità limpida di intenzioni dai vari interventi che ci sono stati durante la vicenda.

L’Associazione “Teramo Nostra” è impegnata dagli anni ottanta all’idea di rivalorizzare e ridare funzione di attrattore culturale dell’antico teatro, visione rimasta per anni nello stato embrionale fino a quando, come vediamo nella cronologia di Cordoni, nel 1998 i proprietari del palazzo fanno richiesta agli enti preposti il rilascio della concessione edilizia per “restauro e risanamento conservativo A” dopo aver visto negata dal Comune la richiesta di modifica del tetto per la mancata autorizzazione della Soprintendenza. Vi rimando al link per studiare i vari passaggi, vincoli, vendite, diritto di prelazione ribadito dai vari Soprintendenti..che subito dopo rinunciano a questo. Viene successivamente richiesto dalla Regione! Il 25 luglio 2003 il diritto di prelazione della Regione decade misteriosamente per cui la società proprietaria cede l’immobile alla “Immobiliare Undici” di Milano, l’anno successivo (Aprile 2004) la Soprintendenza impone il vincolo di tutela indiretta, annullato un DM del 1998 è possibile da qui in avanti demolire gli edifici insistenti sull’orchestra, non si possono apportare modifiche a queste preesistenze in nessuno degli spazi esterni ed  interni. Siamo verso la fine del 2004, viene fuori la necessità di acquisizione formale da parte della Regione Abruzzo dell’immobile attraverso fondi CIPE. Nel dicembre 2005 viene approvato il progetto di valorizzazione del teatro che prevede lo smontaggio del fabbricato (qui possiamo vedere alcune foto di Cordoni delle volte che molto probabilmente non ci sono più) e sul cartello vediamo che l’inizio della data dei lavori risale al 7 luglio 2006. Nel Novembre 2007 il Soprintendente ai Beni Archeologici Andreassi dichiara al Comune di Teramo che nel cantiere di abbattimento, di pertinenza della Sopr. BAP di L’Aquila, non risultano rinvenimenti archeologici sotto lo stesso palazzo e che sono necessarie opere di consolidamento e protezione dei resti del teatro romano.

Nel blog Pensieri Teramani Walter Mazzitti pubblica una serie di interventi tra Teramo Nostra, Gianni Chiodi (era sindaco di Teramo),Betti Mura (l’allora Assessore alla Cultura della Regione Abruzzo) e molti altri, tutti favorevoli al progetto.  Anna Maria Reggiani, direttore regionale MiBAC, approfondisce il discorso del problematico conflitto tra archeologia e città, una necessità di fruizione del sito archeologico e di condivisione trasversale dei progetti che è secondo lei raggiungibile solo dopo il superamento della posizione legata al feticcio e alla sacralità di qualsiasi fase storica, una condivisione carente che preoccupava Chiodi, dove ribadiva che da un lato l’accoglimento della scelta di riuso, ma dall’altro faceva notare la totale assenza di dibattito nella città, stessa nota condivisibile la fece Betti Mura sull’essenzialità di un eventuale discorso preliminare che non c’è e nomina i casi di Sagunto e Brescia, dove le “buone intenzioni” non avevano basi solide nell’accettazione della cittadinanza e hanno subito un percorso di ripensamento, causa di ciò un contesto culturale di base simile a quello teramano dove conservazione e innovazione non possono trovare un compromesso se non nel demandare a quelli che verranno la risoluzione di un iter complesso, ma stando attenti a ricevere il prima possibile i fondi necessari alla demolizione di Palazzo Adamoli. Assai preoccupante il render di copertina del sito che mostra la ricostruzione com’era dov’era del teatro di Teramo con vezzo post-manierista di finto crollo e velario sospeso, forse incollato con paint.

In tutto questo, cercando di essere umile (ahimè) osservatore, non capisco come si possa valorizzare uno spazio  archeologico così fragile. Mi viene automatico un confronto con il teatro romano di Chieti (no l’anfiteatro/Civitella) che possiede ancora una sua unità materica, nonostante  l’importante liberazione dalle superfetazioni una persona di qualsiasi formazione, e con un pò di impegno, riuscirebbe a percepire un teatro, anche con il  suo palazzo ottocentesco occupante, come a Teramo, lo spazio dell’orchestra. A Chieti una buona soluzione è stata data con la Civitella e sarebbe ancor più una forzatura applicare una funzione ai resti del teatro romano, se non quella di renderla almeno visibile con dei percorsi “leggeri” (terme e teatro romano a Chieti sono fortificate).  Ma Teramo qualora necessitasse del riuso di tale opera, come potrebbe vederne reintegrata la volumetria di una struttura quantitativamente povera di materia? Alla Civitella di Chieti la “nuova” cavea aggiunta copre meno di un quarto della conformazione ellittica e si può permettere di ospitare concerti di artisti del rango di Patti Smith e Franco Battiato. Qui potremmo bandire concorsi di idee, chiamare superarchistar, affidarlo a dei laboratori di studio..ma come verrà integrata questa archeologia con il progetto? Al diavolo le coperture di vetro, al bando le concezioni “ortodosso-conservative” come dice Elisabetta Mura, ma come si ricostruisce una cattedrale gotica da un rimasuglio di contrafforte?

Nicola Facciolini afferma su Teramonews.com che lo smontaggio di Palazzo Adamoli è avvenuto a mano mattone per mattone, ma il risultato sembra meravigliare l’autore;  sul pezzo demolito è stato costruito uno sperone utile al consolidamento dell’adiacente casa Savoni che lo stesso invoca il Ministro Bondi di intervenire per l’acquisizione e la demolizione e che sono stati fatti degli sprechi riguardo l’intervento.

L’ultima conferenza stampa di Teramo Nostra risale al 28 dicembre 2009 ( AbruzzoCultura ) e riguarda un incontro circa il destino del teatro romano e il silenzio che è sceso sul tema. La stessa associazione precisa che non è stata più chiamata in causa nonostante l’impegno storico che la lega al progetto, dichiara quindi che presenterà un esposto alla Corte dei Conti per lo sperpero di denaro pubblico che in dieci anni ha portato solo peggioramenti dello stato dei fatti.

Credo che il delirio non finirà qui. Come era per Santa Maria Maggiore di Lanciano e Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila prima del sisma, abbiamo perso una degna e modesta aggiunta storicizzata per un vuoto ancora da risolvere.

altre fonti utili:

sirianocordoni.splinder.com

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Santo Spirito e il Collegio Gesuitico di Sora

manifesto sora rgb web bellisario

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Istituzione Commissione per il Paesaggio a Bucchianico

E’ del 22 Dicembre 2009 la delibera del Comune di Bucchianico per l’istituzione di una commissione paesaggistica e il 29 gennaio 2010 scadranno i termini per candidarsi ( sono ammessi massimo tre esperti qualificati ).

Il paesaggio di Bucchianico è stato oggetto di forti critiche per annosi e recenti problemi, due fra tutti la distruzione del seicentesco Palazzo Caracciolo per la costruzione della struttura ospedaliera mai messa in funzione e la recente discussione sulla zona industriale inserita nel paesaggio agrario. Mi auguro che sarà composta da figure capaci di controllare e sopratutto stabilire le sorti della qualità architettonica, anche nei confronti di un paesaggio per decenni degradato dalle evoluzioni politiche subite.

scarica l’avviso Commissione Paesaggio Bucchianico

sito del Comune di Bucchianico

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FR:D on gennaio 24th 2010 in Paesaggio/Sviluppo

Casa dello Studente, risposte e responsabilità.

La Procura della Repubblica dell’Aquila si è finalmente pronunciata e ha dato una risposta tanto precisa quanto incredibile per l’indagine che riguardava il crollo dello studentato di Via XX Settembre.

La perizia ha sancito in una relazione di 160 pagine, dopo aver preso in considerazione tutti i dati sperimentali, le prove di laboratorio, i pareri degli esperti, e alla luce della risposta di strutture simili e dei danni immediatamente limitrofi, che le responsabilità dell’accaduto sono certamente umane, e più precisamente, imputabili a superficialità, inadempienze e incapacità progettuali, esecutive e manutentive!

Le responsabilità del progettista.

L’assenza di un pilastro nell’ala nord dell’edificio (8 studenti che vi alloggiavano sono morti) sarebbe tra le maggiori cause del crollo. Dai documenti del progetto originale (1965) depositati, risulta l’assenza di un pilastro, che invece sarebbe presente nello speculare blocco sud, e a cui ragionevolmente è possibile imputare gran parte delle responsabilità che hanno differenziato la risposta strutturale dell’ala nord da quella sud.

Citando la relazione tecnica: «Il progettista non ha previsto in alcuna parte dell’edificio un sistema resistente adatto a sopportare azioni orizzontali provenienti da tutte le direzioni». E ancora «I documenti resi disponibili indicano una progettazione carente nei contenuti e caratterizzata da errori e omissioni. Tra le altre cose il progettista non prevede un sistema resistente alle azioni sismiche disposto in maniera da applicare a tutte le direzioni come prevista dalla normativa vigente all’epoca». In ultima analisi viene fatta anche una considerazione sulla forma planimetrica dell’edificio scelta per ragioni puramente estetiche, senza alcuna considerazione per i più elementari principi di natura ingegneristica.

Circa l’esecuzione dell’edificio e le responsabilità dell’impresa costruttrice.

Come spesso accade a insufficienti carenze progettuali si affiancano ancor maggiori deficienze in fase di realizzazione: «L’impresa esecutrice non ha disposto le staffe di armatura dei pilastri all’interno dei nodi della struttura secondo quanto previsto dal progetto», e se ciò non bastasse ancora «il calcestruzzo usato appare fortemente disomogeneo da potersi definire scadente e in complesso di qualità inferiore rispetto alle specifiche progettuali», a completare il quadro si dichiara inoltre che «ci sono danni alle strutture causati da cattiva posa in opera degli impianti termici, idrici ed elettrici».

Anche gli accertamenti legati a voci di inconsistenza del terreno sono stati appurati.

Nonostante si possa supporre che responsabilità vadano imputate ad un terreno di sedimenti alluvionali del fiume Aterno, la perizia scansa ogni dubbio circa la consistenza del sottosuolo che a ragione di sondaggi effettuati dai periti non risulta composto di sedimenti di natura alluvionale.

Circa le questioni legate alla manutenzione e agli interventi straordinari.

L’edificio che più volte ha cambiato destinazione d’uso (senza mai per altro una verifica statica atta ad appurare la coerenza con la nuova funzione), non è mai stato, nonostante i numerosi interventi di “adeguamento funzionale”, oggetto di interventi atti a completare, compensare o rimediare le carenze strutturali. «Anche le modifiche alle configurazioni di peso dell’edificio (nuovi tramezzi o pannelli solari) non sono stati oggetto di alcuna minima considerazione sul loro impatto. Inoltre alcune demolizioni di travi e pilastri per consentire il passaggio e l’alloggiamento di tubazioni e canali hanno prodotto effetti negativi su alcuni elementi strutturali». Infine l’intervento più recente e forse più consistente, con l’installazione di pannelli solari sul solaio di copertura (proprio sull’ala nord) con un peso di circa 400 kg.

Le responsabilità, dunque, si fanno ancora più dure se relazionate al fatto che per l’immobile non è mai stato, nei vari passaggi di proprietà, richiesto o eseguito un controllo di sicurezza e staticità, o una analisi circa le condizioni della struttura, anche in funzione dei cambiamenti di normativa in materia sismica.

Sotto inchiesta sono il costruttore, gli ex proprietari dell’immobile, gli amministratori e i tecnici che a vario titolo hanno effettuato a fine anni ’90 e nel 2003 i restauri. Ora i legali degli indagati stanno costruendo le memorie difensive. Le accuse sono omicidio colposo e lesioni gravi.

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davide on gennaio 19th 2010 in Terremoto Abruzzo

Sinergie_2° incontro

Si terrà venerdì 15 gennaio, presso la sala convegni della Cassa Edile di Pescara in via Prati, il secondo appuntamento previsto nell’ambito di SInERGie, ciclo di seminari sull’innovazione in edilizia, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili organizzato dal gruppo dei Giovani Imprenditori edili in collaborazione con l’ANCE Pescara.

Con la pubblicazione delle Linee Guida Nazionali sulla G.U. nº158 del 10 luglio 2009 sono stati finalmente definiti i meccanismi essenziali del processo di certificazione energetica degli edifici, consentendo agli operatori l’applicazione della procedura in tutto il Paese. Il seminario è strutturato in modo da fornire a tecnici, imprese e cittadini, un aggiornamento per una migliore comprensione di strumenti e procedure per la certificazione energetica alla luce dei recenti cambiamenti normativi.

Obiettivo del seminario è chiarire e semplificare gli aspetti applicativi, spesso complicati da problematiche di coordinamento tra le diverse fonti normative o da lacune che affidano all’interpretazione soggettiva alcuni aspetti operativi.

Durante il seminario saranno illustrate anche le procedure relative alle agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica.

scarica il programma

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davide on gennaio 12th 2010 in Conferenze, architettura