L’Oasi WWF della Diga di Alanno in provincia di Pescara è stata quasi completamente distrutta ieri da un vasto incendio. Stamattina, a rogo spento, con un sopralluogo è stato possibile verificare i gravissimi danni all’ambiente e alle strutture di ricerca e di visita dell’Oasi.

Dichiara Augusto De Sanctis, coordinatore delle Oasi abruzzesi del WWF “E’ un danno gravissimo per l’ambiente. L’Abruzzo perde il più vasto canneto di cannuccia di palude della regione, che copriva diverse decine di ettari dell’oasi e che costituiva un habitat importantissimo per decine di specie di uccelli soprattutto in periodo di migrazione e svernamento. Purtroppo anche parte del bosco ripariale composto in prevalenza da salici è andato distrutto. Sono state devastate tutte le strutture di ricerca per l’inanellamento, quasi tutta la cartellonistica e alcuni grandi ombreggi costruiti in maniera tradizionale con le cannucce di palude. In tutto, solo considerando le strutture per la visita, il danno è di diverse decine di migliaia di euro. L’incendio sembra partito da un’area esterna all’area protetta ma il forte vento ha immediatamente acceso il canneto. In ogni caso l’area tra Alanno, Castiglione a Casauria, Bussi e Tocco prende fuoco ogni volta che si ripresentano !”
e condizioni ambientali di ieri. Incendi sempre molto vasti. Il WWF ritiene che sia giunta l’ora di porre in essere azioni di prevenzione, soprattutto quando le previsioni del tempo indicano il ripetersi di condizioni climatiche simili a quelle dei giorni scorsi. Inoltre è indispensabile reprimere queste azioni delinquenziali con indagini ad hoc con l’uso di tutti gli strumenti di intelligence disponibili come avviene per i reati più gravi, visto che per poco non è accaduta una tragedia in quanto diverse case sono state sfiorate dall’incendio”.
Dichiara Fernando Spina, coordinatore del Centro nazionale di Inanellamento dell”ISPRA “Oltre a spettacolari ambienti palustri l’Abruzzo perde un centro importante per il monitoraggio e la ricerca scientifica sull’avifauna La Stazione di Inanellamento dell’Oasi WWF della Diga di Alanno ha raccolto finora dati preziosissimi sulla migrazione e sullo svernamento di specie molto interessanti. Grazie all’inanellamento si è accertato che l’Oasi ospita in inverno diversi individui di una specie rara e protetta a livello comunitario, il Forapaglie castagnolo. Su questa specie l’Unione Europea finanzia progetti di tutela ad hoc. Sono stati ricatturati esemplari già marcati provenienti dall’Ungheria, dove avevano nidificato, a testimonianza dell’importanza di quest’area per la conservazione di questa specie. Purtroppo il Forapaglie castagnolo è strettamente legato al canneto per cui per diversi anni questi individui dovranno trovare altre aree dove poter svernare. Inoltre sono stati ricatturati diversi individui di Pendolino, altra specie legata agli ambienti palustri e ripariali, provenienti da Croazia e Slovenia. Auspico che presto la Stazione di Inanellamento possa essere ricostruita per poter riprendere a raccogliere dati di fondamentale importanza per la gestione e la conservazione della fauna. Faccio appello agli enti territoriali affinchè supportino queste iniziative anche per dimostrare che lo Stato riesce a rispondere a chi vuole solo distruggere il Bene comune”