approfondimenti

 

da Il Centro 11/11/2007

 

 

Case dei marinai e ville lungo l´asse del nuovo polo culturale
La città giardino dei veri pescaresi

 

  PESCARA. Le casette «della marina» e le sofisticate ville della pineta: tra vecchio e nuovo, popolare e nobiliare, il sogno urbanistico della Città giardino che la Pescara del primo ´900 coltivava resiste a Portanuova. Le vie che portano fino al mare partendo dalle mura a Sud-Est dell´antica Piazzaforte sembrano antologie di architettura: testimonianze del secolo scorso e prime impronte del terzo millennio si inseguono lungo un asse immaginario che lega dunque memoria e futuro e su cui il verde bruno dei pini riesce ancora, e nonostante tanto cemento, ad averla vinta.  «Il quartiere recupera oggi l´idea di fine ´800 che lo voleva polo culturale della città», ricorda Licio Di Biase , che sulla storia locale ha scritto più libri. La cultura comincia a disegnare il suo percorso dai musei, delle Genti e Cascella della Pescara Vecchia, per ringiovanire arrivando all´università, una delle sue istituzioni più alte, esprimersi iti nell´architettura del Palazzo di Giustizia di vetro e acciaio e qui specchiarsi nella fontana di Ettore Spalletti , l´artista «innamorato di Pescara», risaltare tra i mosaici di Enzo Cucchi e le sculture di Michelangelo Pistoletto . E c´è la cultura giovanile ospitata nei locali per universitari, quella musicale del Festival del Jazz di Lucio Fumo al Teatro D´Annunzio, o underground del Fuori Uso di Cesare Manzo all´ex Cofa. Il suo cuore dovrebbe prendere presto a battere tra i mattoncini e le arcate del restaurato ex Aurum, destinato ad ospitare un centro culturale.  L´ex liquorificio nella pineta diventa il fulcro di questo percorso ideale come lo è stato della Città giardino. «Il Kursaal, da cui trae origine, era una sorta di padiglione delle feste dell´alta società, con circolo e bagni. Una costruzione tipica della fascia adriatica all´inizio del ´900», racconta Ilvi Capanna , docente alla facoltà di Architettura della D´Annunzio, «che però qui non decollò. Lo rilevò Amedeo Pomilio e lo destinò a distilleria e intorno cominciò a creare abitazioni per i suoi operai e dirigenti. Lo sviluppo pieno si ebbe con l´ampliamento della fabbrica progettato da Giovanni Michelucci . E il piano di lottizzazione precedentemente studiato per la zona da Antonino Liberi , con grandi viali alberati, assunse l´assetto che in parte conserva: villette monofamiliari con giardino, a un piano massimo due, alcune semplici, e a somiglianza di quelle dei pescatori, altre liberty».  La chiusura dell´Aurum, negli anni ´50, non determinò un completo processo di sostituzione di questo impianto «perché questa zona conserva una sua autonomia dal resto della città», spiega il professor Capanna. Si è continuato a costruire, ma la speculazione palazzinara è rimasta alla porta. Dunque le ville restano protagoniste, anche se una delle più belle, «Villino La Porta», è in vendita e molte altre sono passate di proprietario in proprietario nel corso del tempo, «a Portanuova continuano ad abitare famiglie di pescaresi doc, di generazione in generazione», assicura Di Biase. Qualcuna è disabitata, o vissuta in estate, e fa gola ai senzatetto. «Quella lì», racconta Francesco Rega indicando una villetta bianca tra i pini all´inizio di via D´Avalos, «per un periodo è stata occupata dai romeni, poi è venuta la polizia. E´ tutta sbarrata, ma ci sono fuori i panni ad asciugare. La Volante passa spesso, ma io non ho mai visto nessuno». Fino a qualche tempo fa dietro alla chiesa Stella Maris c´era un accampamento rom. C´è rimasto a lungo, tanto che l´ex parroco, frate Giulio Martorelli , aveva creato «la pastorale zingari», racconta il suo successore, padre Camillo D´Orsogna , «e avviato attività scolastiche per i bambini con maestri volontari». Anche nella parrocchia si sono sviluppate attività culturali, come il Coro folkloristico Val Pescara o la compagnia teatrale degli «In stabili», diretta da Alberto Cinquino . «Queste strade sono un po´ abbandonate», osserva il parroco, «l´illuminazione è scarsissima. L´ho scritto anche al sindaco. Non lontano da qui, dalle parti di via De Cecco, grazie al buio c´è un viavai di prostitute».  La parte più silenziosa e residenziale del quartiere va a confluire nella smagliante via D´Avalos, dove il commercio lotta con il traffico mutato per permettere l´accorpamento della pineta, per poi ramificarsi nelle rue di Borgo Marino Sud, tra le casette dei pescatori che arrivano fino al lungomare e le case popolari di epoca fascista. «Aspettiamo la riqualificazione che in sinergia dovrebbero attuare l´Ater, l´Aca e il Comune, ma è tutto fermo», dice William Facchinetti , consigliere della Circoscrizione 2, che qui vive. «Nelle abitazioni riscattate vivono molti giovani, perché l´affitto è buono. Ma molte case sono ridotte male, sarebbe conveniente buttarle giù e rifarle, più che ristrutturarle». Alle spalle dei due palazzoni razionalisti c´è piazza Grue, recentemente sistemata, con la sede della Circoscrizione 2 e la sua ludoteca: «E´ nata nel 2001 con gestione volontaristica», racconta Silvana Di Meco , che nel Quartiere anima progetti per ragazzi e bambini in collaborazione con le scuole. «E´ aperta il martedì e giovedì dalle 16 alle 18, gestita da studenti dell´istituto Michetti che hanno seguito uno stage formativo. E´ frequentatissima, ogni volta ci sono 15-20 bambini. Eppure non riusciamo ad avere contributi dal Comune, ci aiutano i genitori, ma non è semplice».  Scivolando verso il confine con Francavilla – dal Villaggio Alcione a San Silvestro Spiaggia – si va incontro all´area di forte espansione edilizia, prediletta da coppie giovani con bambini, con centro sportivo, pochi negozi, una sola linea bus, la 7, sempre piena, e tagliata dalla Nazionale Adriatica: «Nonostante l´apertura della variante», spiega Gaetano Puglielli , «attraversare è complicato. Le rotatorie, che certo fluidificano il traffico, hanno eliminato i “punti morti” dove si poteva passare a piedi e il semaforo è stato tolto. Chiediamo da tempo che ne venga messo almeno uno con pulsante per i pedoni, ma non veniamo ascoltati».

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2 Comments »

Redazione on dicembre 4th 2007

2 Responses to “approfondimenti”

  1. C.A.P. » Professori ed errori! responded on 27 dic 2007 at 18:07

    [...] approfondimenti [...]

  2. C.A.P. » Uno scempio al giorno #2 responded on 28 gen 2008 at 21:04

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