Il recupero del patrimonio edilizio rurale per lo sviluppo sostenibile del territorio
FR:D on luglio 21st 2010 in Conferenze, Paesaggio/Sviluppo
FR:D on luglio 21st 2010 in Conferenze, Paesaggio/Sviluppo
Il federalismo demaniale costituisce un fenomeno accessorio del federalismo fiscale, previsto in Italia dall’art. 119 Cost. e recentemente attuato mediante la legge 5 maggio 2009, n. 42, recante «Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione».
La struttura della legge 5 maggio 2009, n. 42 prevede la possibilità per il Governo di esercitare la delega mediante atti distinti, in ogni caso sottoposti a principi e criteri direttivi comuni (art. 2), ai quali si aggiungono principi e criteri direttivi specifici. Il federalismo demaniale costituisce appunto un criterio direttivo specifico (art. 19) per il cui adempimento è previsto (art. 19):
a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di governo di distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni territoriali, alle capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni effettivamente svolte o esercitate dalle diverse regioni ed enti locali, fatta salva la determinazione da parte dello Stato di apposite liste che individuino nell’ambito delle citate tipologie i singoli beni da attribuire;
b) attribuzione dei beni immobili sulla base del criterio di territorialità;
c) ricorso alla concertazione in sede di Conferenza unificata, ai fini dell’attribuzione dei beni a comuni, province, città metropolitane e regioni;
d) individuazione delle tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale.
Nel dicembre 2009 è stato predisposto lo Schema di decreto legislativo sul federalismo demaniale, poi oggetto di discussione in Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, essendo sfumata la possibilità di discuterne in sede di Conferenza Unificata. Dopo una globale revisione dello Schema operata in occasione del Consiglio dei ministri del 12 marzo 2010, l’articolato è stato presentato alle Camere per l’espressione dei pareri previsti dalla legge delega.
A livello contenutistico, lo Schema prevede il trasferimento agli enti territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni) dei beni indicati all’art. 5. L’art. 3 fissa le modalità procedurali di trasferimento dei beni, che risulta per vero articolato ed integrato da numerose altre disposizioni dello Schema. Dello status dei beni trasferiti si occupa l’art. 4, mentre l’art. 6 si occupa della semplificazione delle procedure di attuazione del federalismo demaniale e l’art. 7 preserva tutti gli atti, contratti, formalità e altri adempimenti necessari per l’attuazione del federalismo demaniale da ogni diritto e tributo.
Ecco come Wikipedia spiega in termini tecnici questo Federalismo demaniale. Ne ho sentito parlare solo ieri per la prima volta ( sono vittima sia della mia ignoranza che della disinformazione ) durante l’ itinerario Liberty che si svolge ogni anno intorno alla Pineta sud di Pescara tramite un’ esaustivo contributo di Giancarlo Pelagatti, presidente regionale di Italia Nostra, un allarme che riguarda tutta la nazione. Sperando di essere sintetico e chiaro si tratterebbe di una svendita di una grossa parte di demanio pubblico, i comuni quindi recepirebbero con pochi soldi degli spazi che sono sempre appartenuti ad un uso pubblico. Ciò significa che i comuni saranno facilmente tentati di rivendere queste proprietà strategiche a buon prezzo per ripianare il proprio deficit. Tra gli immobili e gli spazi a rischio che ricordo in Abruzzo abbiamo l’ex tracciato ferroviario della costa meridionale teatina ( che l’istituzione del parco costa teatina avrebbe probabilmente sventato questo pericolo imminente ) tutti i tracciati e le stazioni dell’ ex Fea Pescara-Penne, ex ospedali, caserme (anche la Caserma Pierantoni?) , edifici di pregio spesso non vincolati, ubicati in aree centralissime di città colpite ancora oggi da interessi speculativi. Senza una vincolante inibizione alla vendita sarebbe impossibile per qualsiasi soprintendenza, ente o associazione controllare le trasformazioni nel territorio che saranno inevitabilmente devastanti e scivoleranno in privatizzazioni a tappeto.
Non ci rimane altro da fare che sensibilizzare qualche sindaco semi-sensibile? In percentuale quanti sindaci illuminati abbiamo in confronto a quelli annebbiati?
- Svendita dei beni demaniali a livello nazionale
- Un approfondimento sull’Abruzzo e i suoi beni a rischio, articolo di Raffaele Di Marcello
FR:D on luglio 6th 2010 in Paesaggio/Sviluppo
FR:D on giugno 19th 2010 in Paesaggio/Sviluppo, Uno scempio al giorno
Tra uno “scempio” e un “palazzinari” a volte (per la verità non molte) capita di poter raccontare esempi di architettura diffusa. Mi riferisco soprattutto a quel costruito che certamente non costituisce una pietra miliare della disciplina, ma che esprime qualità compositiva e come in questo caso, coerenza con una idea di città sostenibile (anche, perchè no, in chiave estetica).
Sembra strano parlare di abitazioni tanto “normali”, ma nel paesaggio urbano adriatico (e pescarese in particolare) queste costruzioni sono una speranza di redenzione!
E’ sotto gli occhi di tutti la qualità del costruito, il degrado di interi quartieri e l’assenza di qualità anche in quelli più centrali.
Gli edifici in questione sono abitazioni bifamiliari, in linea, disegnate con principi di sobrietà ed eleganza compositiva, e con criteri che sembrano non attingere al massimo sviluppo delle volumetrie e delle altezze (certamente anche grazie a qualche prescrizione del PRG), ma soprattutto progettate secondo criteri di bioedilizia e nel rispetto delle norme concernenti il risparmio energetico e le basse emissioni della “macchina” casa; ottenendo la certificazione di “classe A” dalla CasaClima di Bolzano.
L’impresa esecutrice è Lamante Costruzioni, il progetto dello studio Branciaroli-Mucci-Tardino.
Ancora un momento per soffermarci sui dettagli: credo siano stati ben concepiti, e disegnati per essere percepiti; sono proprio questi che nel complesso definiscono la qualità architettonica.
Basti, ad esempio, notare un banale accorgimento (tanto ovvio quanto mai rispettato), ovvero la scelta di disegnare la facciata fronte strada senza di aggetti e balconi; scelta che permette di spingere il volume sino al limite edificabile del lotto, consentendogli di creare una cortina senza rinunciare al tanto amato balcone, che coerentemente con i minimi requisiti di decoro pubblico sono stati posizionati sull’altro fronte dell’edificio, nell’ambiente più privato ed intimo del giardino, risultando così nascosti alla vista stradale.
Interessante inoltre, il taglio netto dato alle finestre del piano superiore rispetto all’intradosso del tetto rivestito in listelli di legno, come pure elegante è il parapetto in vetro temperato e privo di infissi visibili.
Vi è poi un terzo edificio situato più in basso, in verità a mio parere meno riuscito, più isolato e per questo forse anche privo di forza espressiva.
Il complesso è sito in via Gran Sasso a Pescara.
davide on maggio 2nd 2010 in Paesaggio/Sviluppo, architettura
Clof, clop, cloch, cloffete,
cloppete, clocchette, chchch…
È giù, nel cortile, la povera fontana malata;
che spasimo! Sentirla tossire.
Tossisce,tossisce,un poco si tace… di nuovo.
Tossisce. Mia povera fontana, il male
che hai il cuore mi preme.
Si tace, non getta più nulla.
Si tace, non s’ode rumore
di sorta che forse…
che forse sia morta?
Orrore…………………..
da “La Fontana malata” di Aldo Palazzeschi
C’era una volta a Pescara la fontana di via Luisa D’Annunzio, in pineta sud, davanti l’edificio dell’ex Aurum, meta di centinaia di persone che ogni giorno facevano la fila per rifornirsi di acqua purissima, freschissima, senza cloro , un ‘acqua proveniente direttamente dalle falde della Majella.
Ora la fontana è transennata e secca, insomma disabilitata.
Non sappiamo se è in fase di ristrutturazione o se il punto idrico sarà definitivamente eliminato.
La fontanella pubblica è un romantico ed utile retaggio di un passato da non ripudiare, quando i viandanti, la gente comune, i bambini, tutti, non trovavano di meglio e di più rinfrescante, soprattutto nelle canicolari giornate afose di agosto di rinfrescarsi e bere a garganella ; i bar allora non c’erano o ce n’erano pochissimi e riservati alle classi sociali più abbienti e, avere quel refrigerio a sbafo, gratis, era certamente da considerarsi un toccasana, quasi terapeutico.
Per non parlare della rappresentazione artistica della pubblica fontana nella letteratura e nella cinematografia del neo realismo italiano; potremmo citare una per tutte la scena del film “La dolce vita” di felliniana fattura in cui Marcello Mastroianni ed Anita Ekberg s’immergono nella fontana di Trevi e mirabilmente rappresentano una scena densa di tanti significati: la frescura, l’erotismo…….
Con l’avvento dell’urbanizzazione delle città e anche nei centri minori, le prime infrastrutture a farne le spese sono state proprio le fontanelle pubbliche.
In primis si sono regolamentate ed è valsa l’abitudine quando si notava una fontanella pubblica sgorgare continuamente acqua, s’inseririrono le manopole per aprire e chiudere il getto. Il minore spreco d’acqua ridusse la spesa comunale e quindi anche le imposte pagate per finanziare la spesa pubblica.
Addirittura , come da notizia recentissima , in talune città s’è arrivato all’obbrobrio, come in Umbria ed a Perugia, in cui la Regione e i principali Enti locali hanno inaugurato una serie di fontanelle automatiche a pagamento, eroganti acqua dell’acquedotto, addizionata di anidride carbonica.
La tendenza in atto è quella di chiudere le fontanelle pubbliche gratuite, motivando la scelta con il presunto pericolo di mancato controllo dell’acqua, e aprire fontanelle di acqua frizzante a pagamento. Si pagheranno infatti 5 centesimi al litro: l’acqua potabile che sgorga dai nostri rubinetti costa 50 volte di meno! E’ un evidente sperpero di denaro pubblico, visto che si tratta di erogatori pagati dagli Enti pubblici e sembrerebbe l’ennesimo insulto all’ intelligenza dei cittadini.
Anche a Venezia sopprimono le panchine e fontanelle, ( i turisti sono obbligati ad andare al bar) e forse ….anche Pescara tristemente si adegua.
Luciano Martocchia on aprile 29th 2010 in Ambiente, Paesaggio/Sviluppo

In questo frangente di tempo pre-elettorale a Chieti ho sentito spesso parlare di Casa delle Associazioni ed ex Caserma Pierantoni. E’ stato detto molto e fatto nulla in tal senso, come voler accogliere una consulta delle associazioni nell’edificio sfigurato dal volume sottostante del parcheggio, spazio prima occupato dall’orto delle Clarisse.
Luciano Pellegrini, su chietiscalo.it, ci racconta come possa essere ancora fondamentale questo spazio ai margini della “addizione angioina” sia per la storia che per i servizi che potrebbe offrire.
FR:D on marzo 18th 2010 in Paesaggio/Sviluppo, Patrimonio architettonico
Si terrà venerdì 19 febbraio presso la sala convegni della Cassa Edile di Pescara in via Prati il terzo appuntamento previsto nell’ambito di SInERGie, ciclo di seminari sull’innovazione in edilizia, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili organizzato dal gruppo dei Giovani Imprenditori edili in collaborazione con l’ANCE Pescara.
Dati recenti relativi sul potenziale di valorizzazione delle fonti rinnovabili, evidenziano come fra i grandi Paesi europei l‘Italia risulta ancora il Paese con la massima percentuale di rinnovabili grazie all’idroelettrico. La produzione di energia elettrica, invece, delle “nuove fonti rinnovabili”, è ancora trascurabile, nonostante il contributo potrebbe essere rilevante.
Inoltre, quando si parla di rinnovabili, spesso si trascura il contributo che le energie rinnovabili potrebbero offrire alla produzione di energia termica, mentre, in Italia al 2005, escludendo il settore dei trasporti, più del 40% dei consumi di energia primaria è utilizzato per soddisfare bisogni termici.
Nell’ambito dei seminari, il tema delle rinnovabili verrà sviluppato in tre incontri e, grazie ai contributi di relatori delle più autorevoli associazioni del settore, saranno analizzate le potenzialità delle fonti rinnovabili, sia per la produzione di energia elettrica sia per quella termica, considerando i vincoli di tipo economico-legislativo e di accettazione sociale di ciascuna fonte. In questo convegno si parlerà, in particolare, di eolico, biomasse legnose, cogenerazione e geotermia.
PROGRAMMA
8.45 – Registrazione dei partecipanti
9.15 – Saluti
arch. Giuseppe Girolimetti (presidente ANCE Pescara)
dr. Nazario Pagano (presidente Consiglio Regionale)
ing. Maurizio Vicaretti (presidente Ordine Ingegneri della Provincia di Pescara)
Presentazione del seminario
ing. Guido Carletti (presidente GIE)
9.30 – I sistemi di scambio termico a bassa entalpia: le potenzialità della geotermia come fonte di energia rinnovabile e sostenibile
ing. Franco Cipriani (Università “La Sapienza” Roma)
10.15 – La produzione di energia da biomasse: tecnologie ed esperienze
dr. Giorgio Schenone (ITABIA – Italian Biomass Association)
11.00 – Coffe break
11.30 – Tecnologie per l’energia eolica e realizzazioni tra reale impatto ambientale e vantaggi economici
dr. Simone Togni (ANEV – Associazione Nazionale Energia del vento)
12.15 – La cogenerazione e la trigenerazione per l’edilizia, il terziario e l’industria
ing. Pasquale Ionta (OROS progetti)
13.00 – Chiusura lavori
Coordinamento scientifico: arch. Carmela Palmieri (C.A.Sa.)
FR:D on febbraio 10th 2010 in Conferenze, Paesaggio/Sviluppo, architettura
FR:D on gennaio 24th 2010 in Conferenze, Paesaggio/Sviluppo, Patrimonio architettonico, Restauro architettonico

E’ del 22 Dicembre 2009 la delibera del Comune di Bucchianico per l’istituzione di una commissione paesaggistica e il 29 gennaio 2010 scadranno i termini per candidarsi ( sono ammessi massimo tre esperti qualificati ).
Il paesaggio di Bucchianico è stato oggetto di forti critiche per annosi e recenti problemi, due fra tutti la distruzione del seicentesco Palazzo Caracciolo per la costruzione della struttura ospedaliera mai messa in funzione e la recente discussione sulla zona industriale inserita nel paesaggio agrario. Mi auguro che sarà composta da figure capaci di controllare e sopratutto stabilire le sorti della qualità architettonica, anche nei confronti di un paesaggio per decenni degradato dalle evoluzioni politiche subite.
scarica l’avviso Commissione Paesaggio Bucchianico
sito del Comune di Bucchianico
FR:D on gennaio 24th 2010 in Paesaggio/Sviluppo
Il 24 novembre 2009 viene annunciata all’amministrazione comunale che Guardiagrele è stata esclusa dal club dei Borghi più belli d’Italia successivamente all’ultimo sopralluogo. Motivi della decisione (come leggiamo su un articolo de Il centro di oggi) sono tanti, a cominciare dalla zona traffico limitato esigua al proliferare di insegne invasive, infissi in alluminio, saracinesche , superfetazioni, strutture irreversibili incongruenti con il contesto urbano. Superficialità più volte segnalate da noi, frutto di una scarsa comunicazione sugli interventi da amministrazione a soprintendenza (vedi qui l’articolo del 4 agosto 2008) dove abbiamo riscontrato insieme molti casi di cattiva conservazione degli edifici storici nella stessa area del centro storico. Da sottolineare “centro storico” a discapito delle affermazioni del sindaco Palmerio sulla controversia dell’edilizia popolare di bassa qualità architettonica che cinge il nucleo urbano; di errori gravi sono stati fatti in epoca recentissima, senza ripensare alle brutture degli anni settanta che hanno sfigurato molti profili, guardiamo invece al belvedere (che guarda la montagna) oscurato da un edificio a torre, ai cantieri recenti citati prima, alle volumetrie nuove che sostituiscono il vecchio ed escono dai “margini”, solo degli ultimi dieci anni potrebbe uscirne un censimento dei piccoli “tumori” che hanno colpito un borgo che era veramente tra i più belli d’Italia.

Ricordiamo inoltre che per la cultura italiana la materia ricopre un ruolo fondamentale e deve essere supportata da quella spirituale ed economica. La mancanza di una parte di esse provoca la disgregazione di tutti i contesti, probabili le derive dell’abbandono o dell’eccessiva commercializzazione dei borghi ma è comunque un rischio che si deve affrontare. Cittadine come Pacentro o Città Sant’Angelo sono delle realtà economiche destinate a essere simili a quella di Guardiagrele, non si riesce a capire perchè, secondo l’amministrazione di questa cittadina, un borgo possa essere ben conservato solo se si tratta di un paese dimenticato dai percorsi economici e restaurato di sana pianta. S. Stefano di Sessanio è un buon esempio ma per fortuna molte altre situazioni sono sopravvissute egregiamente anche senza azioni mediatiche di questo livello.
Un ringraziamento va fatto ad alessio, Pulveris e anonimo, tra i commenti del blog “I Menestrelli di Graelion” ho sentito per la prima volta parlare dell’esclusione di Guardiagrele. Spero che con questa non scompaia anche il blog dei menestrelli.
FR:D on dicembre 29th 2009 in Paesaggio/Sviluppo, Patrimonio architettonico